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Allarme meningite a Caltagirone, donna di 36 anni ricoverata al Gravina

Secondo l'Asp di Catania non ci sono pericoli per la popolazione. L'infezione sarebbe del ceppo C. Profilassi per il personale del pronto soccorso calatino

Allarme meningite a Caltagirone, donne di 36 anni riicoverata al Gravina

Allarme meningite a Caltagirone. Una donna di 36 anni è stata ricoverata nell’Uoc di Malattie Infettive dell’ospedale Gravina per una meningite da meningococco C. La donna è giunta ieri pomeriggio nel Pronto Soccorso dell’ospedale accusando febbre e cefalea.

Lo ha reso noto l’Asp di Catania, sottolineando che non c'è «nessun pericolo per la popolazione». La paziente è stata condotta in condizioni di isolamento e immediatamente trattata con terapia idonea e secondo le procedure previste.

L’Asp precisa che le condizioni della paziente «sono stabili» aggiungendo che «non è possibile al momento sciogliere la prognosi, che resta riservata, così come dettato dalle linee guida in materia, nelle prime 24 ore».

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L’Asp ha reso anche noto che è stata contestualmente avviata la profilassi del personale e dei pazienti presenti ieri nel Pronto Soccorso e che l’Unità Operativa di Igiene pubblica di Caltagirone sta completando in queste ore la profilassi dei contatti stretti della paziente.

Le condizioni della donna di 36 anni di Caltagirone sono stabili ha spiegato nel pomeriggio L’Asp di Catania, aggiungendo che la paziente è in condizioni di isolamento ed è trattata con terapia idonea e secondo le procedure previste.

«Le sue condizioni sono stabili, ma non è possibile al momento sciogliere la prognosi» afferma il direttore dell’Uoc Salvatore Bonfante.  L’Unità Operativa di Igiene pubblica di Caltagirone, diretta dal Salvatore Oriente, sta conducendo ancora - ma è in via di ultimazione - la profilassi dei contatti stretti della paziente. L'Asp ribadisce che non c'é «nessun pericolo per la popolazione». «Il meningococco - spiega il direttore del Servizio di Epidemiologia dell’Asp di Catania Mario Cuccia - ha il proprio habitat esclusivo nel rinofaringe dell’uomo. Solo eccezionalmente il batterio, per ragioni spesso ignote, penetra nel circolo sanguigno e può determinare gravi infezioni. La trasmissione interumana non è frequente e, perciò, è raro riscontrare catene epidemiche».

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