home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Aborto, in Sicilia l'87% dei medici è obiettore: "Ma servizio è garantito»

Dopo il caso dei concorsi nel Lazio riservati ai soli medici non obiettori, chiarezza anche sulle strutture isolane. I numeri del referente regionale del tavolo tecnico della Rete parto e primario del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell'ospedale Garibaldi di Catania Giuseppe Ettore

Il referente regionale del tavolo tecnico della Rete parto e primario del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Garibaldi di Catania, uno dei più grandi dell’Isola, dott. Giuseppe Ettore, critica il grande polverone sollevato sulla vicenda e spiega: «Ormai non mi stupisce più nulla, ma devo dire che quanto bandito dal governatore del Lazio è un mero concorso per servizio. E’ come se si bandisse un concorso per pilota d’aereo e si dicesse nel testo “bisogna avere un tot numero di ore e questo specifico brevetto”. E allora qual è il problema? Ad esempio al Garibaldi - ha aggiunto - svolgiamo questo servizio con un solo medico convenzionato che funziona alla perfezione. E abbiamo un servizio per questo genere di intervento tra i migliori del Centro Sud. Ora dove non c’è il medico obiettore è chiaro che la struttura deve provvedere. Se lo prende come consulente o in organico poco importa, ma deve pur prenderlo. Quindi quanto è stato sollevato è un polverone inutile. Qui - ha proseguito il dott. Ettore - la questione più drammatica è che bisognerebbe monitorare su come funziona un servizio. Da noi il servizio funziona bene perché noi esigiamo determinati profili come gli ambulatori, le visite, l’intervento, l’invio al consultorio... Sarebbe bene fare una mappatura a livello regionale per cercare di monitorare il sistema attraverso una cartella informatizzata per vedere come si sviluppa il servizio. Ci sarebbe quindi di aprire un grande dibattito su questo settore e invece lo scandalo nazionale, finito su tutti i giornali, è la diatriba tra il governatore del Lazio, la Chiesa e la Lorenzin. E il ministro si è tra l’altro scandalizzato perché è stato fatto il concorso per non obiettore. Ma allora cosa avrebbe dovuto fare il governatore per garantire il servizio?».

Quanto alla condizione degli ospedali a Catania, come in tutta l’Isola, il numero di medici ginecologi obiettori è altissimo con punte di oltre il 90%, ma l’organizzazione dei reparti e la sinergia ha consentito sino a questo momento di superare le possibile emergenze anche se a livello ministeriale servirebbe una linea guida per evitare possibili intoppi. Ad esempio in tutte le strutture dell’Asp 3 di Catania tutti i medici sono obiettori e la direzione generale ha avviato una sinergica collaborazione con i centri delle altre aziende ospedaliere dove invece il servizio di interruzione parti è praticato. Spiega il direttore generale Asp, Giuseppe Giammanco: «Siamo in convenzione con i centri delle altre aziende ospedaliere. E per quanto riguarda la polemica in corso quale sarebbe il vincolo di attivare una selezione per la competenza espressa?»

Al Policlinico, su una quarantina di ginecologi sparsi nelle varie strutture del Vittorio Emanuele e del Policlinico ci sono soltanto due medici non obiettori, uno per il Vittorio e l’altro al Policlinico. Non sono previste assunzioni - come spiega il direttore sanitario, Antonio Lazzara - e allo stato i due medici sono sufficienti per garantire il servizio di interruzioni nascite che è programmato e che si svolge una volta a settimana. All’azienda Cannizzaro invece l’ambulatorio per l’interruzione volontaria di gravidanza è aperto ogni giovedì mattina, con accesso diretto e libero. Vi è dedicata una specialista in Ginecologia e ostetricia contrattualizzata dall’azienda per questo scopo, in aggiunta ai dodici medici strutturati nell’Unità operativa che però sono obiettori. L’ambulatorio registra mediamente 15 accessi a settimana e soddisfa tutte le richieste, nel senso che non ci sono liste d’attesa. Al primo accesso la paziente è accolta e ascoltata dal medico che offre la propria consulenza nel rispetto e secondo le previsioni della legge 194/78. La donna ha una settimana di tempo per decidere se portare avanti la gravidanza o interromperla. In quest’ultimo caso si apre la cartella clinica si effettuano gli esami preparatorie poi la paziente viene chiamata per l’intervento, secondo la priorità.

I NUMERI

All’Asp 3 Catania i ginecologi sono tutti obiettori e la direzione ha dovuto attivare una collaborazione con le altre aziende. Gli aboti registrati in Italia nel 2015 sono stati 87.639, il primo anno in cui si è scesi sotto i 90.000; sono state invece 83.346 le pillole vendute nello stesso anno che intervengono nei cinque giorni successivi alla possibile gravidanza e la interrompono. Nel 2014 di pillole Ulipristal ne erano state vendite appena 16.796; il 15% degli aborti è provocato in maniera farmacologica e vi è stato anche un 17% di incremento dell’uso della pillola abortiva Ru 486; nell'intero Paese i medici obiettori che operano in tutto il Paese nelle strutture pubbliche sono il 70,7% 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa

CALENDARIO