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"Ti porto in Italia per studiare", ma invece c'era solo la prostituzione con la minaccia del voodoo

La Squadra Mobile di Catania ha arrestato una coppia di nigeriani che reclutava ragazze in Africa per "importarla" in Europa. Ma una vittima ha raccontato tutto ai poliziotti

"Ti porto in Italia per studiare", ma invece c'era solo la prostituzione con la minaccia del voodoo

La squadra mobile di Catania, insieme ai colleghi di Ferrara e Parma ha arrestato, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Dda di Catania (poi convalidato con la successiva misura cautelare del gip del tribunale etneo) due cittadine nigeriane, Asiruwa Aigbedo, conosciuta come Assy, di 36 anni arrestato a Ferrara e Sylvia Aghimen di 34 anni, intesa Olivia, arrestata a Parma. Le due sono accusate di di tratta di persone e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ai danni di giovanissime cittadine nigeriane e di avere agito al fine di reclutare persone da destinare alla prostituzione o, comunque, allo sfruttamento sessuale ed al fine di trarne profitto.

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Tutto è nato dalla denuncia di una giovane donna nigeriana che aveva raccontato i dettagli del viaggio compiuto per raggiungere l’Italia, specificando di esser stata allettata dalla falsa possibilità di raggiungere l’Europa e poi studiare, cosa impossibile nel suo Paese a causa delle condizioni di estrema indigenza del nucleo familiare di appartenenza. La ragazza aveva accettato di raggiungere l’Italia e, dopo esser stata sottoposta a rito voodoo, aveva iniziato il viaggio, unitamente ad altre 13 giovani donne nigeriane, soggiornando per una settimana a Benin City. Poi a bordo di un pullman, aveva raggiunto la Libia dove era rimasta a Zwara, sulla costa del Mediterraneo, per circa un mese in un appartamento. Successivamente, unitamente ad altre cinque connazionali, era stata condotta in un’altra abitazione e consegnata ad uomini arabi dove la giovane per una settimana è stata ripetutamente violentata.

Poi è stata prelevata e condotta in una vicina spiaggia dalla quale, a bordo di un gommone, si era imbarcata alla volta dell’Italia per essere poi soccorsa in alto mare e condotta al Cara di Mineo. E’ qui che la ragazza aveva contattato “Assy” che aveva subito organizzato il trasferimento delle due giovani dalla struttura ove erano collocate fino a Ferrara luogo di residenza dell’uomo. E qui Assy e Olivia avevano informato le due giovani che avrebbero dovuto prostituirsi per estinguere il debito di 25.000 euro, somma dovuta all’uomo per aver organizzato il viaggio delle due giovani. Al rifiuto opposto dalle ragazze, i due aguzzini, Assy ed Olivia, le avevano picchiate selvaggiamente e, dopo qualche giorno, le avevano rifornite di abiti succinti e quant’altro necessario ad iniziare la “vita sul marciapiede”. Ma la ragazza era riuscita a fuggire per tornare a Catania dove era anche tornata a prostituirsi essendo del tutto priva di reddito e di denaro. Ad un certo punto ha così deciso di chiedere aiuto alla Polizia denunciando i suoi aguzzini.

La Polizia ha così scoperto che i due erano organizzatori di un traffico di esseri umani: Assy si occupava del reclutamento delle giovani vittime grazia all’ausilio di persone dimoranti in Nigeria e ne organizzava il viaggio verso l’Italia, e curava anche una rozza contabilità delle somme erogate dalle ragazze (in suo possesso è stato trovato un quaderno riportante accanto al nome della singola ragazza tutti gli importi ad essa riferibili); Olivia, invece, si occupava della immissione nel circuito della prostituzione su strada.


 


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