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Crollo di via Crispi, stazionaria ma grave la bimba di 10 mesi ferita

Ricoverata in Rianimazione Pediatrica al Garibaldi, i medici hanno avviato le procedure per farla respirare autonomamente. Stabili anche gli altri due feriti

Crollo di via Crispi, stazionaria ma grave la bimba di 10 anni ferita

Restano gravi ma stazionarie le condizioni le condizioni della bimba di 10 mesi rimasta ferita nel crollo di via Crispi a Catania.

I medici del reparto di Rianimazione pediatrica dell’ospedale Garibaldi Nesima hanno avviato le procedure per fare respirare autonomamente, ma in maniera parziale. Secondo quanto hanno spiegato i sanitari le procedure stanno ottenendo buoni risultati, anche se la prognosi resta riservata e il quadro clinico complessivo grave.

La bimba che era sul letto matrimoniale era con la madre che è rimasta quasi illesa resta sedata ed è sottoposta a controlli, con Tac, per verificare lo stato degli esiti del trauma encefalico e dell’ematoma cerebrale riportati.


Nello stesso ospedale Garibaldi Nesima, ma nel reparto semi intensivo della Rianimazione, è ricoverata da ieri sera la 69enne che ha riportato dei traumi toracici e un versamento pleurico. Si trova invece, con la prognosi riservata, nel Civico di Palermo il 60enne che abitava al primo piano dell’edificio e che ha riportato ustioni su il 60 per cento del corpo e ha problemi polmonari per l’inalazione di fumo e polvere.

Nel crollo della palazzina, che è sarebbe avvenuto dopo l'esplosione di una o più bombole del gas, è rimasta uccisa la Agata Strano, 85 anni, che viveva da sola al secondo piano. La deflagrazione l’ha sorpresa mentre dormiva sul suo letto. Nella palazzina, finite le operazioni di soccorso, sono in corso accertamenti da parte di tecnici dei vigili del fuoco specializzati in questo tipo di disastri. La loro relazione sarà inserita agli atti dell’inchiesta che ha aperto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, per disastro colposo, delegando le indagini alla polizia di Stato.

Le equipe mediche dell’ospedale Garibaldi di Catania intanto hanno previsto per oggi l’attivazione di «una finestra dal punto di vista neurologico» per potere «valutare ulteriori percorsi diagnostici».

La piccola paziente «rimane intubata, ma ha ripreso una respirazione e una mobilità spontanee». Un’evoluzione che, pur rimando grave il quadro clinico, "conforta» i medici, che restano però prudenti in attesa di "valutare i postumi dell’incidente».

Dal punto di vista neurochirurgico la bambina è considerata "assolutamente stabile: la disamina delle immagini neurologiche - spiegano i medici - non mostra in atto alcuna indicazione di un intervento neurochirurgico, che riteniamo possibile, ma non significamente probabile».

Il rischio maggiore, in questo momento, è che «la piccola paziente, ma è un’ipotesi di poca consistenza, possa sviluppare un ematoma infracranico che richiederebbe un intervento di neurochirurgia di drenaggio». Ma questo, «al momento è poco probabile» perché, ribadiscono i medici dell’ospedale Garibaldi Nesima, «non ci sono lesioni che richiedono un trattamento chirurgico».

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