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Pedara, sigilli a una residenza per anziani: era totalmente abusiva

"Villa Venera" non aveva alcuna autorizzazione. Nella struttura posta sotto sequestro due assistenti per 16 ospiti

Pedara, sigili a una casa per anziani totalmente abusiva

PEDARA - Quando i carabinieri sono arrivati sul posto non hanno trovato neanche un’insegna che indicasse l’esistenza di una casa per anziani. Eppure in due abitazioni di una villetta a doppia elevazione, al civico 101 di via Guglielmo Marconi, a Pedara, era stata realizzata una residenza per la terza età, ma abusiva. “Villa Venera” infatti non aveva alcuna autorizzazione per ospitare nonnini e in quella palazzina, hanno accertato investigatori, personale dell’Azienda sanitaria provinciale e l’assistente sociale del Comune intervenuti sul posto, tutto si svolgeva in maniera sommersa proprio per nascondere l’attività che era stata messa su.

 

All’interno dal punto di vista amministrativo e legale, è stato appurato dai miliari della locale stazione, coordinati dal comandante Giovanni Puglisi, tutto era irregolare; anche l’ascensore che avrebbe dovuto collegare i due piani non era attivo, rendendo impossibile agli anziani con difficoltà a deambulare l’accesso da un livello all’altro. Quando i carabinieri e i medici dell’Asp sono entrati nelle due abitazioni hanno trovato 15 persone, 14 donne e un uomo, tutte affette da demenza senile e non autosufficienti, che vivevano lì, suddivise in stanze singole e doppie. Ad accudirle c’erano solo due assistenti, una per piano, e ciascuna si prendeva cura di 7-8 anziani, facendo la spola da una stanza all’altra. Nessuna però era in possesso delle necessarie qualifiche professionali per svolgere quelle mansioni e neppure di un regolare contratto di lavoro. Nonostante ciò somministravano agli ospiti i pasti e la legale rappresentante, pur non avendone i requisiti, si occupava dei piani terapeutici.

 

Quest’ultima dovrà adesso rispondere di reati amministrativi e penali per l’assenza delle autorizzazioni e per il mancato rispetto di norme previste dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza: tra queste la mancata comunicazione alle autorità compenti delle persone alloggiate. Per la struttura, che è stata trovata comunque in buone condizioni igienico-sanitarie, è stata disposta la chiusura e gli anziani nei prossimi giorni saranno trasferiti in residenze assistenziali protette. Sull’impiego in “nero” delle due infermiere sarà informato, per ulteriori accertamenti, il Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri.

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