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L'IgNobel, il premio Nobel al contrario fa tappa all'Università di Catania

Arriva tour europeo del riconoscimento alle ricerche scientifiche più improbabili. Nel 2010 vinsero tre studiosi etnei

L'IgNobel, il premio Nobel al contrario fa tappa all'Università di Catania

Cesare Garofalo, Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda vincitori del IgNobel nel 2010

Il tour europeo dell’IgNobel, una sorta di premio Nobel al contrario perché assegnato per le scoperte improbabili, farà tappa all’Unoversità di Catania. L’appuntamento (6 aprile, ore 15,30 'ula magna "Ettore Majorana" del dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania). Il premio è giunto alla 26esima edizione e prima di Catania l’ig Nobel Spring Tour in Europa ha già visto il circus far tappa nelle Università di Nottingham, l'Imperial College di Londra, l'EPFL di Losanna, l'Università di Oslo, il Karolinska Institute di Stoccolma e l'Università di Graz. Gli IgNobel, nati per premiare le ricerche più improbabili sono comunque ormai un riconoscimento importante e accettato con entusiasmo dagli scienziati di tutto il mondo che vedono premiate le loro "ricerche apparentemente improbabili” che “fanno prima ridere e poi pensare”.

Peraltro proprio sette anni fa l’IgNobel andò a tre studiosi dell’Università di Catania, Cesare Garofalo, Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda per la loro ricerca sull'assegnazione casuale e non meritocratica delle promozioni. I tre studiosi etnei dimostrarono matematicamente al pubblico di Harvard che, scegliendo i propri dirigenti tramite una sorta di lotteria, ovvero promuovendo le persone in modo del tutto casuale invece che sulla base di curricula e preparazione, enti e aziende sarebbero addirittura più efficienti, reinterpretando uno dei paradossi più conosciuti, formulato dallo psicologo canadese Laurence J. Peter: "In un'organizzazione ogni nuovo membro sale nella gerarchia fino a raggiungere il suo livello di massima incompetenza".

A Catania ci sarà anche un evento dal titolo “Scienza e Humor” il cui protagonista principale sarà Marc Abrahams, editore della rivista Annals of Improbable Results e fondatore del premio ideato per avvicinare il grande pubblico alla scienza facendo leva proprio sul lato buffo della ricerca scientifica.

Tra i vincitori dell’IgNobel, tanto per fare degli esempi, c’è chi ha studiato e pubblicato su autorevoli riviste scientificche ricerche sull'effetto della musica country sulla propensione al suicidio, sull'opportunità o meno di mangiare del cibo caduto per terra in un lasso di tempo di cinque secondi, sugli esiti della somministrazione di Prozac alle vongole in relazione alla loro attività sessuale, sull’effetto negativo di pantaloni di poliestere, di cotone o di lana sulla vita sessuale dei ratti o sul cambiamento della respirazione degli asmatici dopo un giro sulle montagne russe. Altri scienziati hanno rivelato al mondo che i cavalli bianchi sono meno soggetti degli altri alle punture dei tafani, o ancora come le persone tendano a scivolare meno sul ghiaccio se indossano i calzini sopra le scarpe invece che dentro, o dimostrato che le imprecazioni permettano di sopportare meglio il dolore. E infine, come sancisce la ricerca che ha guadagnato l’IgNobel 2016 per la Medicina, che se si prova prurito sul lato sinistro del corpo, lo si può alleviare guardandosi allo specchio e grattandosi sul lato destro (e viceversa).

Alla manifestazione parteciperanno anche diversi vincitori del premio, italiani e stranieri, fra i quali Marina De Tommaso dell’Università di Bari ed Elisabeth Oberzaucher dell’Università di Ulm. Garofalo, Pluchino e Rapisarda avranno infine uno spazio privilegiato all’interno della kermesse, presentando il proprio libro "Abbiamo vinto l'Ig Nobel con il Principio di Peter - Scienza, caso e humor" (Malcor D' Edizione, 2017).

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