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Catania, ali spiegate su tutta l'Europa sognando i voli intercontinentali

Tanti collegamenti diretti con il continente ma il vero salto di qualità arriverà soltanto con la realizzazione della seconda pista

Catania, ali spiegate su tutta l'Europa sognando i voli intercontinentali

CATANIA - C’è un sistema molto semplice per fare turismo: avere voli diretti. E quindi non vi meravigliate se le statistiche dicono che la piccola Malta, meno grande di Catania e provincia, realizza 14 milioni di presenze l’anno come la Sicilia. Questo perché Air Malta ha voli diretti con tutte le capitali e le grandi città europee e non. Poi in realtà non è esattamente così perché molti B&B non registrano i clienti, ci sono le seconde case, c’è l’ospitalità di amici e parenti eccetera, per cui si calcola che le presenze turistiche in Sicilia siano in realtà almeno il doppio di quel che dicono le statistiche, se non il triplo. Così scrisse anni fa “Il Sole-24 Ore” basandosi sulla crescita esponenziale dei rifiuti urbani in estate. E c’è da crederci.

 

Comunque resta verissimo l’assunto che per incrementare il turismo ci vogliono i voli diretti, perché i viaggiatori si scocciano a fare una tappa intermedia e temono anche la perdita dei bagagli. Su questa via sta continuando a camminare la Sac che ha inaugurato un nuovo volo per Francoforte con Ryanair e che sabato ne battezzerà un altro della Air France-Klm sulla rotta Catania-Amsterdam. Nei giorni scorsi abbiamo scritto anche della compagnia russa S7. E così arriveranno anche i turisti russi da Mosca e da San Pietroburgo dopo alcuni anni di astinenza a causa della crisi petrolifera che ha prosciugato le casse di Putin e i risparmi della popolazione. Ora va meglio, c’è il megaccordo per la vendita del gas alla Cina, e quindi i turisti russi torneranno, grazie anche alla spinta del grande banchiere siciliano in Russia, Antonio Fallico da Bronte.

 

  

Qui sopra pubblichiamo la cartina con tutte le rotte tra Catania e il resto del mondo. L’Europa è quasi piena, ma non abbiamo niente di diretto con il Medio Oriente, l’Asia e le Americhe. Questo vuol dire che siamo tagliati fuori da grande parte del mondo, coincidenze con gli hub a parte. E lo si deve al fatto che a Fontanarossa per ora abbiamo solo una pista di appena 2.600 metri, aspettando l’annunciato intervento, già finanziato peraltro, delle ferrovie per spostare il nodo di Bicocca, interrare la linea ferroviaria per circa 300 metri per poi farci passare sopra la seconda pista (a spese della Sac, 50 milioni). In sostanza un aeroporto che serve un’isola di cinque milioni di abitanti senza praticamente treni, oggi non ha una pista di volo adeguata alle sue necessità.

 

Se avete un po’ di pazienza vi racconto la storia della pista (finora) mancata. Presidente di Rfi era il professionista agrigentino Dario Lo Bosco, persona stimatissima. Un giorno durante una riunione a Catania con il ministro Delrio, il presidente dell’Enac Vito Riggio e il sindaco Enzo Bianco, il sullodato Lo Bosco disse che tra le pieghe del bilancio delle ferrovie «poteva essere possibile staccare circa 200 milioni per la seconda pista». Bella notizia, tutti a fregarsi le mani in attesa del promesso stanziamento. Invece guarda che ti va a capitare! Il presidente delle Ferrovie viene arrestato per corruzione. Ma come, una persona così disponibile!? Così andò in fumo lo stanziamento per spostare Bicocca e i binari. Ora si attende che il ministro Delrio annunci ufficialmente il via ai lavori per la nuova pista più lunga di 500 metri rispetto a quella attuale. Senza la quale possiamo scordarci del volo diretto con Dubai di cui si diceva tempo addietro, ed evidentemente anche i voli con Pechino, Tokyo e New York. Quelli li fa Punta Raisi, così come il diretto per Seul. Fontanarossa cresce, ma, per ora, con una gamba sola. Grazie lo stesso.

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