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Caso Ong, Gentiloni e Alfano si schierano con il procuratore di Catania Zuccaro

Il premier: "Se ci sono da parte della magistratura delle informazioni attendibili e credibili, non sarà certo il governo a contrastarle". Alfano: "Ha ragione al cento per cento". Con il capo dei pm etnei anche i parlamentari M5S: "Non comprendiamo quali siano le ragioni per le quali si stia sollevando un polverone politico/mediatico nei confronti di un magistrato che sta operando per il rispetto della legge"

Caso Ong, Gentiloni e Alfano si schierano con il procuratore di Catania Zuccaro

Alla vigilia del dibattito in seno al Csm sulle parole del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sui presunti contatti tra Ong e scafisti c’è l’intervento del Governo che punta a spegnere la polemica. Da Bruxelles ha parlato il premier Paolo Gentiloni: «Se ci sono da parte della magistratura delle informazioni attendibili e credibili, non sarà certo il governo a contrastarle, ma distinguiamo questo dal fatto che per noi l’attività delle organizzazioni di volontariato è preziosa e benvenuta. L'attività delle Ong è preziosa e benvenuta. Se ci sono traffici? La magistratura indagherà, ma i volontari che salvano vite umane sono benvenuti».

Da Taormina, dove ha svolto un sopralluogo in vista del G7 ha parlato anche il ministro degli esteri Angelino Alfano: «Spero che non sia solo la Procura di Catania a occuparsi di questa vicenda: noi abbiamo fatto un grande sacrificio nel salvataggio di vite umane. Però bisogna anche capire come fanno alcune Ong, e non tutte, neanche la mia è una generalizzazione, a spendere tutti questi soldi

solo con i finanziamenti dei sostenitori. Boh, vediamo. Bisognerà accertarlo e spero che siano alcune, e non una sola, le Procure che lavorano su questo. Io do cento per cento di ragione al procuratore Zuccaro, perché ha posto una questione vera. Tutti coloro i quali devono sapere sanno che questo rischio c'é - ha aggiunto Alfano - Ha il cento per cento di ragione lui. Sono degli ipocriti e dei sepolcri un po’ imbiancati tutti quelli che si indignano a comando. Cioè, se i magistrati dicono delle cose che a loro piacciono, allora i magistrati possono parlare; se dicono cose che a loro non piacciono, i magistrati devono stare zitti. Il procuratore Zuccaro non ha generalizzato, non ha sparato genericamente su tutte le ong, ma occorre andare fino in fondo e penso».

In difesa del procuratore di Catania anche i parlamentari siciliani del M5s di Camera dei deputati, Senato, Assemblea regionale e Parlamento Europeo: «Il procuratore Zuccaro, così come tante altre volte hanno fatto i suoi colleghi in tutta Italia, ha semplicemente espresso delle preoccupazioni su un tema che evidentemente ben conosce, ribadendo, peraltro, una posizione espressa da Frontex. Non comprendiamo quali siano le ragioni per le quali si stia sollevando un polverone politico/mediatico nei confronti di un magistrato che sta operando per il rispetto della legge».

«Peraltro le parole del procuratore Zuccaro vengono strumentalmente equivocate per il semplice fatto che, senza generalizzare, ha mosso dei dubbi solo su una piccola parte di ong, sul cui operato sembrerebbero esserci delle ombre - aggiungono - La lingua italiana non è un concetto opinabile a meno che ci sia un tentativo di delegittimazione verso una Procura che ha anche scoperchiato calderoni importanti come l'intreccio tra affari e politica nella gestione del Cara di Mineo. Le preoccupazioni di Frontex e della Procura di Catania non sono quindi una delegittimazione delle Ong, ma vanno nella direzione della tutela della maggioranza di Ong che operano nel pieno rispetto delle regole - sostengono i parlamentari M5s - Gli attacchi più forti provengono, peraltro, da un ministro della Repubblica Italiana, un fatto gravissimo. Tutti i deputati siciliani del Movimento 5 Stelle, a più livelli istituzionali, esprimono quindi ferma solidarietà al Procuratore di Catania - concludono - Il Movimento 5 Stelle, inoltre, continuerà a prestare massima fiducia e supporto a tutte le Ong che si stanno letteralmente sostituendo alla vacatio di una Europa che continua a fare orecchie da mercante, delegando alla sola Italia un ruolo tanto delicato quanto fondamentale, quale quello del supporto alle operazioni del recupero dei disperati nelle acque del Mediterraneo e della loro accoglienza».

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