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Etna, arriva Gaja. "re del Barbaresco" e fa shopping di vigneti: «Qui per imparare»

A Biancavilla, in società con Graci, presi 21 ettari: e ora è Vulcano-mania

Etna, arriva Gaja. "re del Barbaresco" e fa shopping di vigneti: «Qui per imparare»

CATANIA - Le cifre, come sempre, contano: 1,2 milioni di investimento (ma è soltanto l’inizio) per 21 ettari di terreno. Ma stavolta i numeri passano in secondo piano, perché - se anziché di vino stessimo parlando di auto - è come se la Ferrari annunciasse l’appertura di uno stabilimento a Termini Imerese. Fermi tutti: a fare “shopping” di vigneti sul Vulcano è l’imprenditore vinicolo, soprannominato in Francia «le Roi du Barbaresco».

 

Angelo Gaja sbarca in Sicilia e scommette sull'Etna, acquistando vigneti assieme al vignaiolo Alberto Graci. La rivelazione è del sito cronachedigusto.it diretto da Fabrizio Carrera. «Gaja e Graci hanno fondato una società attraverso cui sono stati acquistati 21 ettari di terreno suddivisi in due contrade, di cui una quindicina complessivamente già vitati nel territorio di Biancavilla, versante sud ovest, sempre Doc Etna». A vendere parte dei terreni, in una zona straordinaria ma fin qui poco valorizzata, è stato Piero Portale di “Masseria Setteporte”.

 

«Con la vendemmia 2017 verranno fuori i primi vini di Gaja e Graci. Dei 15 ettari vitati la quasi totalità è coltivata a Nerello Mascalese. Non c'è una cantina e sarà costruita, così come nel ruolino di marcia è prevista l’acquisizione di altri vigneti o di altri terreni. I vini saranno commercializzati attraverso la Gaja Distribuzione. Quelli di Graci con la sua cantina di Passopisciaro resteranno invece distribuiti dalla Pellegrini. Non è noto il numero di bottiglie che sarà prodotto il primo anno».

 

Dice Gaja: «Faremo le cose senza fretta, passo dopo passo. Arrivo sull'Etna per imparare. E per raccogliere frutti che non ho coltivato io. Perché l’Etna? Era una cosa che sentivo sotto pelle da un pò di tempo. Il primo a parlarmene in modo suggestivo è stato Giacomo Tachis. Mi colpirono le sue descrizioni di questa montagna che dorme, talvolta si sveglia e spesso brontola». Aggiunge Graci: «La nostra joint venture nasce intanto perché accomunati entrambi da una grande curiosità. C'è il desiderio di produrre grandi cru e capire se anche il versante sud ovest può soddisfare questa nostra scommessa. Certo, la storia ci dice già qualcosa: se alcuni vini di questa zona dell’Etna hanno vinto premi prestigiosi nelle esposizioni universali di metà Ottocento vuol dire tanto».

 

Soddisfatto l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici: «La notizia ci riempie di orgoglio». Per Carrera, che dopo lo sbarco di Gaja prefigura «un aumento di prezzo dei vigneti sul versante Adrano-Biancavilla», si tratta del «consolidamento del brand Sicilia, ma soprattutto del brand Etna».

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