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Aci Castello, daspo urbano per chi gioca a pallone in piazza

Il sindaco con un'ordinanza ha vietato definitivamente il gioco di squadra, che sia calcio o pallavolo, nella Riviera dei Ciclopi

Aci Castello, daspo urbano per chi gioca a pallone in piazza

ACICASTELLO - Ad Aci Castello vengono segnalati sempre con maggiore frequenza dai residenti assembramenti di gruppi di ragazzi che molte volte impediscono la libera fruizione degli spazi pubblici. C’è chi importuna i passanti, chi dissemina rifiuti e imbratta e distrugge gli arredi urbani e i muri dei parchi comunali e c’è chi ha trasformato le piazze del territorio rivierasco in uno stadio di calcio con la porta dove fare gol fra un lampione e l’altro.

Questi sono episodi di ordinaria quotidianità in piazza Castello così come fino a ieri sera era piazza Majorana, che per anni è stata lo stadio dei sogni di tanti adolescenti. Adesso, invece, a mettere tutti i ragazzi di Aci Castello in “panca” è stato il sindaco Filippo Drago che con un’ordinanza ha vietato definitivamente il gioco di squadra, che sia calcio o pallavolo, nella Riviera dei Ciclopi, e ha decretato la tolleranza zero nel resto delle piazze del comune.

Anche ad Aci Castello dunque ci sarà il «Daspo urbano» per dare un giro di vite contro chi mette in atto comportamenti contrari al decoro e alla pubblica decenza. Il provvedimento colpisce anche i parcheggiatori abusivi ed è volto anche a contrastare i fenomeni di ubriachezza molesta, accattonaggio, risse e scippi. Si tratta di una nuova misura ispirata al Daspo applicato agli ultras, compreso nel Decreto sicurezza del ministro Minniti che attribuisce maggiore potere ai sindaci.

L’episodio chiave che ha fatto traboccare il vaso si è verificato in piazza Castello pochi giorni fa con un pallone che è finito addosso a una turista fratturandole un dito.

Il sindaco Drago ha detto basta: «Ho ponderato a lungo questa decisione, osservando nell’arco di diversi mesi ciò che quotidianamente si è verificato in alcune piazze del Comune. In tutto questo periodo le lagnanze sono state continue e motivate ed è emerso un quadro di scarso, se non nullo, rispetto degli spazi e dei beni pubblici. Purtroppo abbiamo dovuto registrare in piazza Majorana e al Parco Trombetta anche atti di prepotenza e di spregio verso i monumenti e gli arredi che hanno fatto pensare ad una sorta di disabitudine al rispetto delle regole. La cosa mi ha colpito e andava stigmatizzata con un provvedimento dal valore anche educativo».

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commenti 1
  • Bizio

    01 Maggio 2017 - 17:05

    Perché il sindaco invece di vietare e bandire, non mette a disposizione uno "spazio pubblico" (per definizione a disposizione di tutti, inclusi coloro i quali giocano a pallone) dedicato al gioco dei ragazzi? Forse vuole che stiano a casa, o peggio facciano uso di droghe o di dedichino al crimine??

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