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La portavoce di “Cacciamo Renzi”: «Alla Festa dell'Unità fu rabbia collettiva»

Ludovica Intelisano, portavoce della piattaforma , interviene in merito ai provvedimenti della questura di Catania, che ha denunciato 39 persone per gli scontri avvenuti l’11 settembre 2016

Fermati e denunciati due manifestanti catanesi

CATANIA - «Chi distrugge la nostra terra e il nostro futuro qui non è il benvenuto. Non lo è stato Matteo Renzi l’11 settembre così come non lo sono stati i 7 capi di Stato che si sono riuniti a Taormina». Lo dice Ludovica Intelisano, portavoce della piattaforma "Cacciamo Renzi", che interviene in merito ai provvedimenti della questura di Catania, che ha denunciato 39 persone nell’ambito delle indagini sugli scontri avvenuti l’11 settembre 2016 di fonte alla Villa Bellini dove era in corso l’intervento dell’allora premier Matteo Renzi a chiusura della Festa nazionale dell’Unità.

Nella nota la piattaforma, che organizzò la manifestazione, afferma che "quella giornata ha visto scendere in piazza contro Matteo Renzi e il Partito democratico non di certo i 39 denunciati di cui la questura parla, ma migliaia di cittadini e cittadine catanesi e provenienti dal Sud Italia determinati ad esprimere tutto la propria contrarietà alle politiche messe in campo dal premier e dal partito di governo».

«Chiunque - continua la nota - è sceso in piazza liberamente, come cittadino, esercitando la propria indiscutibile libertà di manifestare. Nessun premeditato scontro, né tantomeno 39 facinorosi in piazza: tutta l’intera manifestazione ha scelto di violare i divieti e la zona rossa imposta dalla questura per contestare il comizio del Premier. Tutti i partecipanti hanno rivendicato all’indomani la legittima espressione di rabbia collettiva che ha attraversato la giornata dell’11 settembre».

Infine si osserva come alcuni dei provvedimenti emessi «siano stati notificati casualmente a pochi giorni dal G7 con il solo ed evidente scopo di provare a scoraggiare la partecipazione, senza evidentemente riuscirci». «È stato - sottolinea - un atto intimidatorio sproporzionato e fuori luogo per condannare una giornata di lotta, che non ha scalfito però la determinazione di chi ha organizzato e costruito quella manifestazione di dissenso popolare».

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