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Il catanese Cavallaro finalista a "The Voice of France"

«Alzo col cuore la bandiera francese perché se lo meritano»

Il catanese Cavallaro finalista a "The Voice of France"

«Sabato saremo in quattro a contenderci la vittoria. Uno per ogni team: io per quella della cantautrice Zazie. È vero che i francesi sono nazionalisti ma io ci credo veramente». Nicola Cavallaro, il venticinquenne catanese in gara a “The Voice of France”, ha conquistato la finale del talent d’oltralpe in onda su TF1. Settimana dopo settimana ha conquistato le simpatie di giurati e spettatori, guadagnandosi già il diritto di partecipare alla tournée del talent, undici date tra Francia e Belgio.

«Alzo col cuore la bandiera francese perché se lo meritano: sono stato trattato benissimo, anche quando “inciampo” sulla lingua mi trattano in modo amichevole, al massimo con un po’ di ironia - racconta Cavallaro - e poi ci sono gli incoraggiamenti della gente, dei francesi: da quando partecipo a “The Voice of France” sempre più spesso succede che qualcuno in strada mi riconosca, mi saluti. È una cosa bizzarra, visto che mi succede in Francia e non mi era mai successo in Italia».

Irrequieto e creativo, l’ex parà rilegge i suoi miti e i modelli del tempo, alla ricerca di uno stile personale. «Mi stanno bene gli accostamenti, tanto di cappello a Mario Biondi, al quale alcuni mi hanno paragonato, così come a Joe Cocker, ma io cerco un mio modo d’interpretare», si affretta a precisare.

L’album d’esordio sarà «tutto in inglese e tutto di inediti, perché io sono un cantautore», tiene a sottolineare. E nei testi c’è molto di autobiografico: «Vedo la vita attraverso il relativismo einsteiniano, l’amore, ad esempio, per me è dialogo, comprensione».

«Il rischio del talent è quello di salire su un trampolino di lancio senza avere in mente un progetto, senza un repertorio. E, quindi, non riesci a sfruttarlo. Alla fine, anche se vinci, non sei in grado di fare concerti, di proseguire. Ora ho accettato perché ho dietro un progetto». Che porta le firme anche di Niccolò Presta (figlio di Lucio, l’agente di star della televisione come Paolo Bonolis), con il quale Nicola condivide anche la folta barba da hipster, e Umberto Iervolino nel ruolo di produttore musicale.

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