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Catania, "Ma quale rapina, volevamo solo insultarlo per il suo giubbotto del Lecce"

Arrestati dalla Polizia per avere inseguito un medico in pieno centro storico, si sono difesi così

Catania, "Ma quale rapina, volevamo solo insultarlo per il suo giubbotto del Lecce"

Non avrebbero tentato una rapina, stando alle loro dichiarazioni, ma solamente deriso ed insultato la vittima perché indossava un giubbotto inneggiante alla squadra del Lecce i due giovani arrestati martedì scorso dalla Polizia di Stato a Catania con l’accusa di tentativo di rapina nei confronti di un medico in scooter nei pressi di Piazza Giovanni Verga.

Oggi i due arrestati, Luca Mirenda, di 38 anni, e Giuseppe Alessandro Cavallaro, di 33, sono comparsi davanti al Gip Bernabò Distefano. Mirenda era difeso dagli avvocati Giuseppe Lipera e Graziella Coco, Cavallaro dall’avv. Dario Perna. Il medico alla Polizia di Stato aveva detto che i due lo avevano minacciato, insultato e tirato per un braccio, tentando di farlo cadere per terra per sottrargli giubbotto, soldi e scooter.

Stando alle dichiarazioni di Mirenda, la parte offesa, fraintendendo l’intenzione dei due giovani si è invece estremamente impaurita e da li è nato un inseguimento. Il Gip tuttavia ha convalidato l’arresto, pur avendo concesso il beneficio degli arresti domiciliari nonostante il pubblico ministero avesse chiesto la custodia cautelare in carcere. I difensori di Mirenda presenteranno immediatamente ricorso presso il Tribunale della libertà.

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commenti 1
  • Bancheng

    10 Giugno 2017 - 09:09

    Ancora peggio: reato di aggressione commesso per motivi futili e abbietti. Aggravante della pena.

    Rispondi

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