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All'Ove in servizio l'infermiere "flussista" per ridurre le attese

L'esperimento al triage del pronto soccorso dell'ospedale catanese, per tentare di alleggerire i tempi di attesa dei pazienti e gestire il flusso in corsia

All'Ove in servizio l'infermiere "flussista" per ridurre le attese

Catania - Da oggi entrerà in servizio al pronto soccorso dell’Ove la figura dell’infermiere «flussista». Come si intuisce dallo stesso termine il nuovo infermiere avrà il compito di cercare dismaltire le lunghe attese dei pazienti e gestire il flusso in corsia e nella sala d’attesa, alleviando i disagi ed evitando che le eventuali patologie dei pazienti più fragili possano aggravarsi a causa anche delle lunghe attese, rendendo l’intervento sanitario ancora più difficile e tempestivo.

Era da settimane che la direzione dell’azienda e i responsabili del reparto più sensibile del vecchio ospedale avevano allo studio alcune procedure e protocolli d’intesa per migliorare assistenza e tempestività verso i casi più gravi. Allo stesso tempo si è deciso di prendere in considerazione tutte quelle procedure idonee affinché un più tempestivo intervento sanitario produca una riduzione dei tempi di attesa e di conseguenza un calo sensibile delle continue proteste dei pazienti in pronto soccorso che in alcuni casi, come abbiamo sempre registrato, sono poi sfociati in casi di aggressione al personale. Così da questa mattina ci sarà all’Ove in servizio un secondo triage per migliorare i percorsi dei pazienti e tutto sarà affidato alla capacità dell’infermiere flussista.

Questa nuova figura quindi si occuperà dei pazienti più gravi, per intenderci i «codici gialli» che frequentemente devono attendere anche alcune ore prima di essere visitati a causa dell’accumularsi di casi gravi concentrati prevalentemente nelle ore più «calde» dell’afflusso, mediamente dalle 9,30 alle 13.30 del mattino e dalle 14,30 alle 20.30 E stato accertato che queste attese contribuiscono a rendere sempre più rischioso lo stato di salute di taluni soggetti a rischio. L’infermiere flussista, a questo punto interverrà in una sala ad hoc per i codici gialli e procederà ad avviare il monitoraggio dei pazienti sensibili dando loro un ordine di precedenza a seconda la gravità della patologia e procedendo ad effettuare anche i prelievi che poi saranno già pronti al momento della visita del medico.. In questo modo il nuovo infermiere specializzato eviterà che codici gialli entrati in ospedale con una certa gravità possano nel volgere di qualche ora tramutarsi in codici rossi causando l’allarme generale dei medici e l’intervento tempestivo. Quindi darà una priorità anche ai codici gialli che hanno ormai raggiunto un buon 30% sul totale dei pazienti che arrivano ogni giorno in Pronto soccorso. Inoltre il flussista sarà autorizzato a prendere in mano la situazione del paziente più urgente prima che intervenga il medico di turno ed effettuare i prelievi ematochimici che ritiene necessari per accelerare l’intervento sanitario.

Sempre il cosiddetto triage avanzato-infermiere flussista provvederà a gestire anche i pazienti non gravi    quelli che necessitano una visita specialistica fuori dal pronto soccorso, in dermatologia, dall’otorino... e che spesso attendono ore in pronto soccorso per poi essere inviati alla visita specialistica. In questo caso l’infermiere «flussista» provvederà ad inviare il paziente alla visita specialistica abbattendo l’attesa.

L’esordio di questa nuova figura professionale servirà per capire se la nuova organizzazione del personale contribuirà a far diminuire le attese e le aggressioni. I medici aggiungono che la nuova organizzazione potrà migliorare se ci sarà anche una maggiore collaborazione degli stessi pazienti che dovranno percepire i tempi d’attesa sono ormai fisiologici, visto l’afflusso costante nei Pronto soccorso di pazienti che spesse volte dovrebbero rivolgersi al loro medico di famiglia per curare la patologia accusata.

Se la nuova figura avrà successo, questa poi sarà prevista anche al nuovo Pronto soccorso del Policlinico - al momento dell a sua apertura che ormai rischia di ritardare sine die a causa delle mancate scelte della politica - dove tra l’altro le aree deputate per l’attesa dei pazienti sono più ampie e più accoglienti.

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