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Delitto al cimitero, Matà resta in carcere per omicidio della madre

Maria Concetta Velardi 59 anni fu trovata senza vita nel camposanto di Catania vicino alla tomba di famiglia. Il figlio 43enne, sottufficiale della Marina Militare, è accusato di averla uccisa al culmine di una lite

Delitto al cimitero, Matà resta in carcere per omicidio della madre

CATANIA - Resta in carcere Angelo Fabio Matà, il 43enne arrestato il 31 maggio scorso dalla squadra mobile di Catania con l’accusa di avere ucciso, il 7 gennaio del 2014, la madre, Maria Concetta Velardi, di 59 anni, nel cimitero della città. Lo ha deciso il Tribunale del riesame che ha rigettato la richiesta di annullamento dell’ordinanza cautelare in carcere emessa dal Gip Alessandro Ricciardolo. L’uomo si è sempre proclamato innocente.


Secondo l’accusa, l’uomo, sottufficiale della marina militare, avrebbe assassinato la madre, in modo non premeditato, al culmine di una lite scaturita nel cimitero, dove la donna si recava tutti i giorni a trovare il marito e un figlio morto quattro anni prima. Tra gli indizi a suo carico: tre signore che hanno detto di aver sentito delle urla di donna durante una lite, le tracce del Dna dell’uomo sotto le unghie della mano destra della donna e una macchia di sangue dell’uomo, misto a quello della madre, sulla sua auto. Per il medico legale l’ora del decesso sarebbe da collocare tra le 15.30 e le 15.45, quando, sostiene l’accusa, Matà era davanti alla cappella di famiglia da solo con la madre, colpita con due pietre che pesano 23 e 18 chili, e morta dopo 30-45 minuti di agonia. 

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