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Guerriglia ad Amburgo per il G20, tra i fermati (e ancora detenuti) due giovani catanesi

Il centro sociale Liotru ha organizzato un presidio in Prefettura: "Le autorità competenti si muovano per ottenere la loro immediata liberazione"

Guerriglia ad Amburgo per il G20, tra i fermati (e ancora detenuti) due giovani catanesi

Ci sono anche due givani di Catania tra i fermati della Polizia tedesca per i disordini durante le proteste contro il vertice del G20 tenutosi ad Amburgo la scorsa settimana. La notizia è stata confermata dal centro sociale "Liutru" che accusa le autorità tedesche di avere messo in pratica "veri e propri rastrellamenti e una caccia all'uomo che ha portato al fermo, tra gli altri, dei due ragazzi catanesi". Al momento sono 6 gli italiani ancora detenuti nella prigione tedesca di Billwerder. Di questi, due ragazzi, Orazio Sciuto e Alessandro Rapisarda, sono catanesi. "Entrambi erano ad Amburgo per protestare contro la presenza del vertice internazionale G20 ed entrambi sono stati fermati a latere delle manifestazioni, avendo l'unica colpa di attraversare, assieme a tantissimi altri, le strade della città tedesca". Sono entrambi stati fermati - spiega Lara Torrisi, membro come i due ragazzi del Centro Sociale Liotru - lontano dai focolai di guerriglia avvenuti in città. Stavano semplicemente camminando per strada. Riteniamo - continua - ingiusto che siano ancora in carcere e soprattutto vergognoso che le autorità italiane ignorino un fatto così grave".

E per oggi pomeriggio è stato organizzato un presidio fuori dalla Prefettura di Catania, nel corso del quale i legali dei due ragazzi solleciteranno ufficialmente le autorità competenti e chiederanno assieme a famiglie, amici e compagni la liberazione immediata di entrambi.

«Ci troviamo di fronte ad un sistema complessivo delle misure cautelari incomprensibile per il nostro ordinamento - ha detto l’avvocato Pierpaolo Montalto, legale di Alessandro Rapisarda -.  Questo ragazzo si ritrova ristretto da ormai 10 giorni con l’accusa di tentativo di lesioni. Questo è quello che ci dicono i legali tedeschi. E’ un ragazzo incensurato con una condotta di vita irreprensibile. In Italia a fronte di quel tipo di contestazione non sarebbe mai stata applicata una misura cautelare restrittiva come il carcere e probabilmente neanche i domiciliari».
Rapisarda e l’altro catanese, Orazio Sciuto, fanno parte del Centro Sociale Liotru, che nel pomeriggio ha organizzato un sit-in davanti alla Prefettura di Catania per chiedere la loro liberazione immediata, affiggendo anche tazebao per le vie della città. «L'accusa - continua il legale - é anche difficile da raccontare per le modalità di condotta e di accertamento che mi hanno descritto dalla Germania: sostanzialmente, addosso ad un poliziotto sarebbe arrivata una bottiglia, che é rimbalza sul suo giubbino di protezione, bottiglia che non ha procurato né lesioni a persone, né danni a cose. La Polizia tedesca si è guardata in giro per vedere chi avesse potuto lanciarla. Nessuno è stato visto, é stato visto semplicemente Alessandro che usciva da un bar. Il collegamento bar - bottiglia è l’elemento sul quale un ragazzo assolutamente incensurato viene trattenuto in stato di arresto da 10 giorni».  «L'udienza per la convalida - prosegue - è fissata per la prossima settimana, quando scadranno i 14 giorni. Abbiamo da un lato un restringimento incredibile per quelli che sono i diritti conosciuti dal nostro ordinamento e abbiamo purtroppo assistito ad un’opera di rastrellamento di italiani inaccettabile».

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