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Coltellate sull'A18 per il sorpasso in corsia d'emergenza: 4 denunce

Ricostruita dalla Polstrada la dinamica della lite al casello, scattano le segnalazioni per rissa aggravata

A18: sorpasso su corsia d’emergenza, prima botte da orbi e poi le coltellate

E’ accaduto, infatti, che in coincidenza di un sorpasso eseguito sulla destra da parte di un’auto su cui viaggiavano alcune persone provenienti da Gela e da Vittoria (fra queste due uomini con piccoli precedenti penali di 40 e 33 anni, cognati fra loro), un catanese di 64 anni, in fila per raggiungere il casello, abbia reagito in malo modoi, innescando un meccanismo di insulti e di promesse di regolamento di conti di lì a breve che poi c’è puntualmente stato.

Accostati i due mezzi, pare che il vittoriese e il gelese abbiano aggredito il più anziano interlocutore, provocando l’intervento del figlio di quest’ultimo, di 25 anni, accorso in difesa del padre.

Sono stati momenti di altissima tensione e in cui i due aggressori, forse più avvezzi a tali situazioni, sembrava stessero per avere la meglio - e con una certa violenza... - sui due incensurati catanesi; cosicché il sessantenne è tornato alla propria auto, ha estratto e impugnato un taglierino che portava nel cruscotto e ha cominciato a menare fendenti in serie, colpendo uno dei rivali all’addome e l’altro a un braccio. Quindi, assieme al figlio (e alla moglie, che era rimasta sul mezzo), è risalito sulla propria auto e si è diretto verso la questura, dove si è presentato e ha fornito la propria versione dei fatti, riferendo di avere utilizzato il taglierino, appunto, per difendersi.

Proprio mentre il catanese si allontanava, arrivava sul luogo della rissa una pattuglia della sezione di Polizia stradale di Catania, che raggiungeva i due cognati, riscontrandone le ferite: veniva immediatamente sollecitato l’intervento del 118, che trasportava i due feriti all’ospedale Cannizzaro. Qui i due venivano medicati rispettivamente per ferite da taglio all’addome e al torace che richiedevano una prognosi di 30 giorni, nonché per una ferita a un braccio e una contusione a una mano per cui veniva emessa prognosi di 10 giorni.

A quel punto interveniva il personale della Squadra di polizia giudiziaria del compartimento che, dopo aver sentito tutti i testimoni del fatto e dopo aver effettuato tutte le verifiche del caso, ricostruiva la dinamica dei fatti e procedeva con le denunce per rissa aggravata.

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