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Migranti, il ministro Minniti: «Grazie a Catania e alla Sicilia per quanto fatto»

Il capo del Viminale ha visitato una struttura di accoglienza per minori non accompagnati insieme all'ex presidente del Parlamento europeo Martin Schultz e al sindaco Enzo Bianco

Migranti, il ministro Minniti: «Grazie a Catania e alla Sicilia per quanto fatto»

«Colgo l’occasione per ringraziare Catania per lo straordinario lavoro fatto in questi anni sul territorio. Noi siamo molto grati ai catanesi, ai siciliani e lo siamo per la capacità di mettere in campo un centro di accoglienza che tiene insieme umanità e anche possibilità di inserire le persone che arrivano in un contesto di accoglienza, di amicizia di affetto, di operosità».

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Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti durante un incontro in un centro di accoglienza di Catania con l’ex presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz e il sindaco Enzo Bianco. Il ministro dell’Interno ha discusso dei temi legati all’emigrazione.

«Come voi sapete l’Italia è un paese che in quest’ultimo anno e mezzo sta ospitando 25 mila minori non accompagnati. Ed è un paese che sta affrontando questa sfida come una sfida di civiltà. Nelle scorse settimane il Parlamento ha approvato una legge sui minori non accompagnati che io considero un riferimento importante. Non soltanto per il nostro paese, ma che va anche oltre i nostri confini. Considero quella legge - ha aggiunto il ministro - un riconoscimento di un principio assoluto di civiltà e sono orgoglioso di un paese che dice che di fronte ad un minore non accompagnato non solo non si respinge, ma lo si accoglie e gli si dà la possibilità di arrivare alla maggiore età con tutta la serenità possibile. Questo centro e l’esempio di ciò che vogliamo fare in tutta Italia. Qui si tiene insieme il principio dell’accoglienza con quello del lavoro. L’idea di farli venire qui e nella fase della loro adolescenza mentre si preparano alla maggiore età, studiano le lingue, imparano l’italiano e conoscono i principi fondamentali della cultura del nostro paese ed europea, possono fare un lavoro che li riporta in qualche modo alla loro vita precedente. La partita del controllo dei flussi demografici è una partita che nessuno può giocare da solo. E’ una grande questione che nessuno può affrontare da solo e nella quale nessuno può essere lasciato solo».

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