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La Sicilia che frana, con la A18 interrotta

La Sicilia che frana, con la A18 interrotta Catania sempre più isolata: disagi e code

In nottata riapre una corsia, navi Messina - Catania per i Tir / FOTO

La Sicilia che frana, con la A18 interrotta Catania sempre più isolata: disagi e code

Dopo il crollo del viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania, la frana di oggi sulla Messina-Catania ha di fatto tagliato la Sicilia in tre parti, con tutti i mezzi pesanti fermi perché lungo la statale 114, sulla quale viene deviata la circolazione, c’è un angusto sottopasso che rende arduo il transito ai camion. L’Anas ha difatti predisposto nelle prime ore di questa mattina la chiusura del tratto Roccalumera-Giardini Naxos in entrambe le direzioni di marcia per un ulteriore smottamento della collina sovrastante Letojanni e attigua al tracciato autostradale. Uscite obbligatorie a Roccalumera, per i veicoli provenienti da Messina, e a Giardini Naxos per quelli provenienti da Catania. Il primo scivolamento si era già manifestato lo scorso 2 ottobre e gli uffici tecnici del Cas (Consorzio autostrade siciliane) erano intervenuti per la messa in sicurezza della viabilità e per il contenimento del costone.  

Dopo la frana è stata prevista la partenza di alcuni navi, con a bordo tir, dal molo Norimberga di Messina con destinazione Catania. Circa 40 autoarticolati potranno così arrivare via mare a Catania lasciando le aree di sosta a San Filippo, dove erano stati parcheggiati. Lunghe code si sono formate sull’autostrada e sulla statale 114, dove è stato deviato il traffico e dove un angusto sottopasso rende arduo, o addirittura impossibile, il transito ai mezzi pesanti.
Dopo il crollo di alcuni piloni del viadotto Himera sull’A19 Palermo-Catania, e l’interruzione dell’A18, la Sicilia è spezzata in tre parti.

 

Al termine di un vertice in Prefettura a Messina è stato intanto decidere di riaprire, nella notte, il tratto della A18 in direzione Messina. In direzione Catania si proseguirà a percorrere la Statale 114. 

 

Le rete infrastrutturale in Sicilia continua a franare: prima il crollo del Viadotto Himera, ora lo smottamento a Letojanni. «Da stamattina ci sono fortissimi disagi sul litorale jonico tra Messina e Taormina» dice Alessandro Pagano, deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc), che aggiunge: «Il risultato è che il traffico è andato in tilt: dalle otto di questa mattina file allucinanti sull’autostrada all’imbocco di Roccalumera, con gli autisti fermi a piedi. Un serpentone ininterrotto di auto, Tir e il carico di un camion nel frattempo si è riversato sulla SS114, paralizzando letteralmente 10 chilometri di strada statale, con ambulanze intrappolate negli ingorghi, problemi nel fornire i servizi essenziali e altri disagi vari cui stanno incappando pendolari e lavoratori. Chiediamo all’Anas, al Consorzio autostrade siciliano di adottare gli opportuni tempestivi interventi. Ma soprattutto è ora che il ministro dei Trasporti Delrio intervenga con una task force affinchè si prendano davvero provvedimenti strutturali, si pianifichi e si programmi una road map di interventi che tenga conto dei problemi di dissesto idrogeologico, e si pensi anche a commissariare quegli enti la cui inefficienza continuano a pagarla i cittadini».  FOTO

 

«Da oggi tutte le derrate alimentari saranno portate al macero - dice l’Ance Sicilia, l’associazione dei costruttori edili - e quasi tutte le province dell’Isola soffriranno per la difficoltà di approvvigionamento di merci e generi di prima necessità, di materie prime e semilavorati per l’industria manifatturiera e di materiali per il settore delle costruzioni». «Questo fatto, ancorché prevedibile come dichiarano i tecnici del Consorzio autostrade siciliane, mette a nudo - aggiunge l’Ance - la gravissima responsabilità dei governi centrale e regionale e della deputazione nazionale e dell’Ars, che hanno tutti sottovalutato l’importanza di completare l’anello autostradale siciliano e di investire in maniera efficace sulla prevenzione del dissesto idrogeologico. Proprio adesso la giunta regionale per pagare spese correnti e assistenziali ha sottratto risorse al completamento della Nord-Sud, mentre il governo nazionale ha appena sfiorato la Sicilia col piano “#Italia Sicura” e la stessa Regione ha previsto pochissime risorse nella scheda sul dissesto idrogeologico presentata a Bruxelles per la nuova programmazione dei fondi europei».  

 

«Cosa dovrà accadere ancora - si chiede Santo Cutrone, presidente facente funzioni di Ance Sicilia - perché l’intera classe politica capisca che la situazione del territorio siciliano non può essere più presa sottogamba? Dobbiamo sperare ancora una volta in interventi ‘fai da tè dei cittadini e dei Comuni che evidenziano tutta la sfiducia nella politica? Non possiamo e non dobbiamo».  

 

«La Sicilia si sta sbriciolando e assistiamo a continui attentati alla sicurezza dei siciliani e a continue minacce ad un’economia che, oltre alla crisi, deve fare i conti con queste emergenze che la penalizzano ulteriormente. L’inadeguatezza del sistema viario rappresenta, infatti, un colpo mortale all’economia degli enti locali e una dimostrazione dell’incapacità della Regione di fronteggiare con azioni mirate una situazione insostenibile che va a sovrapporsi ad altri problemi irrisolti». Lo dicono Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano (Anci Sicilia), a proposito della frana che ha interessato la collina di Letojanni. «I trasporti in Sicilia - concludono - stanno attraversando un periodo nero, prova ne sia l’ulteriore sciopero che domattina coinvolgerà i lavoratori impegnati nel trasporto pubblico locale. A loro, che protestano contro l’immobilismo regionale e contro i tagli dei trasferimenti ai comuni e alle aziende, esprimiamo la solidarietà dell’associazione».

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