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Viagrande: lei 85 anni, lui 47Ma il giudice ferma il matrimonio

Viagrande: lei 85 anni, lui 47 Ma il giudice ferma il matrimonio

Il provvedimento di urgenza su richiesta della sorella della “sposa”: “Quell’uomo la sta ingannando, è un nullatenente”

Viagrande: lei 85 anni, lui 47 Ma il giudice ferma il matrimonio

La storia d’amore tra la vedova ottantacinquenne di Viagrande (ben assistita dai servizi sociali) e il quarantasettenne di Tremestieri Etneo, venuta fuori la settimana scorsa a seguito delle pubblicazioni di matrimonio sul sito del Comune etneo e seguita con morbosa curiosità da tutto il paese e non solo, per il momento non si concretizza con le nozze, adesso bloccate dalla magistratura.

 

Il 18 settembre la sorella 73nne della vedova (anch’essa abitante a Viagrande), assistita dall’avv. Angela Rita Toscano si era rivolta al Tribunale civile di Catania e ai carabinieri di Viagrande presentando, con procedura d’urgenza, un circostanziato ricorso in cui esponeva tutta una serie di episodi che attesterebbero «l’incapacità di provvedere ai propri interessi economici e a quelli relativi alla sfera della propria vita pubblica e privata» della promessa sposa 85enne. Con un primo atto urgente, la magistratura - come ci ha confermato l’avv. Toscano - ha deciso di bloccare, intanto, la celebrazione del matrimonio civile. La sorella della futura sposa s’era rivolta anche al sindaco di Viagrande, Francesco Leonardi, «per renderlo partecipe del dramma familiare che stiamo vivendo».

 

Ma non rientra nei poteri del sindaco intervenire in una fattispecie del genere: lo ha fatto invece la magistratura, limitandosi momentaneamente alla sospensione della celebrazione del matrimonio. Di fronte al clamore suscitato dall’annunciato matrimonio, una delle nipoti dell’aspirante sposa tiene a precisare che «l’intervento dei parenti non è stato richiesto per salvaguardare l’eredità, come da più parti è stato detto e ipotizzato, ma per salvaguardare gli interessi della zia, oramai decisa a sposarsi (avrebbe perso la pensione di reversibilità, unico sostentamento della sua vita, ndr) e decisa anche a vendere la casa per andare ad abitare in uno dei parecchi appartamenti che il promesso sposo le aveva fatto credere di possedere, assieme a 16 autovetture».

 

Fatto questo che, sempre a detta dei parenti della 85enne, non risulta vero: «Macché, si tratta di un nullatenente e di un nullafacente». Riferendosi al futuro sposo, al telefono con una nipote, l’anziana aveva invece detto: «Certo non è come Carmelo (il suo primo fidanzato di 50 anni fa, ndr), ma io lo voglio sposare, perché non ha le carte “macchiate”, è un bravo ragazzo, mi ubbidisce, non va a rubare, non ha grilli per la testa ed io ho bisogno di un compagno». Il giudice, per ora, ha detto no.

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