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Nicolosi, ventenne uccisa a coltellate in auto

Nicolosi, ventenne uccisa a coltellate in auto Fermato a Milano l'ex convivente in fuga

Denunciato per stalking, erano in causa anche per la figlia / VD / FT 
I timori di Giordana su Fb -  Le amiche: «Era molto geloso»

Nicolosi, ventenne uccisa a coltellate in auto Fermato a Milano l'ex convivente in fuga

CATANIA - La ventenne Giordana Di Stefano, madre di un bimbo in tenera età,  è stata uccisa con diversi colpi di arma da taglio nella sua auto, una Audi A2, in una strada periferica a Nicolosi. Da una prima ricostruzione dei carabinieri, Giordana - la cui scomparsa era stata denunciata questa mattina dalla madre dopo che ieri sera la ragazza non era tornata a casa - è stata colpita con numerose coltellate all'addome, al torace e alla gola, segno di un accanimento dell'assassino.  La giovane, figlia di genitori separati, aveva una figlia di 4 anni e mezzo. Dopo essere rimasta incinta aveva lasciato la scuola per dedicarsi alla piccola e nel tempo libero frequentava lezioni di danza classica e spagnola. Negli anni scorsi la giovane aveva denunciato episodi di stalking da parte del suo ex convivente, Luca Priolo, 24 anni, appena fermato a Milano dai carabinieri dopo che erano scattate le indagini e le ricerche dai parte dei carabinieri della compagnia di Paternò e del comando provinciale di Catania.

 

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Luca Priolo aveva intenzione di fuggire all'estero. l giovane è stato bloccato dai carabinieri nella stazione ferroviaria dove stata per  prendere un treno internazionale. Nei suoi confronti il procuratore di Catania Michelangelo Patanè e il sostituto Alessandro Sorrentino hanno emesso un fermo per omicidio volontario aggravato. Priolo era fuggito ieri notte dopo il delitto: ha lasciato il telefonino a casa ed partito con l'auto della madre, una Fiat Punto, la cui targa è stata rilevata in alcuni passaggi autostradali. Arrivato a Milano si è recato alla stazione ferroviaria per tentare, secondo gli investigatori, di andare all'estero in treno. Il giovane sarà sentito probabilmente da magistrati della Procura di Milano su rogatoria attivata dai loro colleghi di Catania. 

 

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Luca Priolo voleva andare a Lugano, in Svizzera, ma i militari del nucleo investigativo di Milano lo hanno bloccato sulla banchina della stazione Centrale pochi minuti prima che salisse sul treno. Quando lo hanno visto, hanno pronunciato il suo nome e lui si è girato dicendo in tono di resa "sì sono io". Quindi è scoppiato in lacrime davanti ai militari in borghese. Non è ancora chiaro se volesse andare in Svizzera perché lì aveva contatti o semplicemente perché è il Paese straniero più vicino. Indossava jeans e una maglia, addosso non aveva alcuna arma. Al momento si trova al comando provinciale dei carabinieri di via della Moscova dove gli è stato notificato il provvedimento di arresto e dove ha confessato il delitto. «Sono stato io» ha detto prima di rendere dichiarazioni spontanee sulla quali per vige il massimo riserbo. Secondo indiscrezioni, Luca Priolo sta raccontando in lacrime l'omicidio di Giordana Di Stefano.

 

Il ragazzo, accusato di aver ucciso la sua ex compagna e madre di sua figlia, sta rispondendo alle domande del sostituto procuratore Cristian Barilli alla presenza del suo avvocato d'ufficio. Priolo starebbe confermando le dichiarazioni spontanee fornite al momento del fermo in stazione Centrale a Milano, quando ha detto ai carabinieri «sono stato io, portatemi in caserma». Addosso non aveva l'arma con cui avrebbe ucciso la ragazza, è possibile che se ne sia disfatto durante il viaggio o subito dopo l'aggressione. Ma su questo punto non ci sono conferme.

 

Giordana Di Stefano, oggi avrebbe dovuto partecipare alla prima udienza preliminare nell'ambito del processo per stalking scaturita da una sua denuncia del 3 ottobre del 2013 nei confronti del suo ex. Da allora non aveva più segnalato minacce e non aveva neppure nominato un proprio avvocato.  Le indagini sono partite subito a ritmo serrato e si sa che le prime ore dopo il delitto sono sempre decisive. Questa mattina un gruppo di parenti e amici della vittima si è riunita davanti la caserma dei carabinieri di Nicolosi: chiedono verità e giustizia per questo orribile delitto. I carabinieri si sono mossi immediatamente e nel giro di poche ore sono riusciti a rintracciare e fermare l'ex convivente, che sin da questa mattina risultava irreperibile. I due hanno una bimba di 4 anni. Sul profilo Facebook la vittima il 27 agosto scorso ha postato una foto nel giorno del compleanno della figlia in cui oltre alla bimba appare anche l'ex convivente e padre della piccola.

 

 

 

 

Giordana quindi è stata uccisa proprio il giorno dell'udienza preliminare dal Gip del procedimento per stalking scaturito dalla denuncia nei confronti dell'ex convivente. Dopo quella denuncia, però, la ragazza non aveva più segnalato minacce e non aveva neppure nominato un proprio avvocato. Dallo studio legale della famiglia Di Stefano confermano che l'intenzione di Giordana era di rimettere la querela, tanto che non si erano costituiti parte civile nella richiesta che la Procura di Catania aveva attivato autonomamente. Ma stamattina dal Gip lei non si è presentata, e avrebbe dovuto per rimettere la querela perché ai tempi dei fatti era minorenne. E lui neppure: era già in fuga verso Milano.

 

 

Nell’esposto la 20enne segnalava di avere ricevuto messaggi assillanti e degli appostamenti.  Il procedimento è stato regolarmente incardinato ugualmente dalla Procura di Catania che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato. La prima udienza che si sarebbe dovuta tenere stamattina è però stata rinviata perché il legale dell’imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione. Al giovane era stato contestato anche un episodio in cui era entrato da una finestra a casa di Giordana, nel 2013. Lui si era difeso sostenendo di essere entrato perché aveva visto un auto sospetta fuori e voleva garantire la loro sicurezza.

 

Anche perché Giordana aveva da poco richiesto l'affido esclusivo della bambina nata dalla relazione con Luca Priolo.  il ventiquattrenne si era detto pronto ad accettare l'accordo se lei avesse ritirato la denuncia per stalking presentata nel 2013. Secondo fonti legali, lui avrebbe voluto lavorare come guardia giurata e aveva bisogno di chiudere il fascicolo penale per potere ottenere il porto d'armi. Ma per uccidere Giordana avrebbe usato un comune coltello. Eppure un accordo tra i due era stato trovato, ma ieri sera, il giorno prima dell'udienza del Gip, l'incontro chiarificatore si è trasformato in dramma.

 

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