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Ed è polemica per la foto di Bianco con il gestore della discoteca

Ed è polemica per la foto di Bianco con il gestore della discoteca

Catania Bene Comune chiede le dimissioni del sindaco e dell’assessore Licandro che qualche giorno fa hanno inaugurato la strada degli artisti con un presunto prestanome del clan Pillera-Puntina
Ed è polemica per la foto di Bianco con il gestore della discoteca
CATANIA - Il provvedimento che ha portato al sequestro e alla confisca di alcuni beni, tra cui la discoteca Empire, riconducibili a Giacomo Maurizio Ieni, 58 anni, ritenuto dagli investigatori esponente di spicco della famiglia mafiosa Pillera-Puntina, è finito al centro del dibattito politico ed ha portato gli esponenti di “Catania Bene Comune” a chiedere le dimissioni dell’assessore comunale alla Cultura, Orazio Licandro, e del sindaco Enzo Bianco. «Catania, 10 ottobre 2015, via degli Zolfatai. Si inaugura - si legge in una nota di Catania Bene Comune - la “via degli artisti”, iniziativa nata dalla collaborazione tra Assessorato alla cultura del Comune di Catania, la discoteca Empire, l’Accademia di belle arti e l’Associazione Zen. Presenti il Sindaco di Catania, Enzo Bianco, l’Assessore alla Cultura, Orazio Licandro, il gestore della discoteca Empire, Mimmo Di Bella. Foto di rito, tutti insieme, l’Assessore tiene a braccetto Di Bella.     «Licandro dichiara: “La sinergia pubblico-privato riempie la città di contenuti: il segno del nuovo è l’accensione in diverse zone di Catania di tanti piccoli focolai culturalì. Ma quel privato con cui il suo assessorato ha realizzato la sinergia è la discoteca Empire che a poche ore da quella foto e da quella inaugurazione - prosegue la nota - viene sequestrata e confiscata al Clan mafioso Pillera Puntina».     Mimmo Di Bella, l’uomo a braccetto dell’assessore, a pochi centimetri dal sindaco è, come dichiarato dal Procuratore della Repubblica di Catania Patanè, prestanome del boss Ieni del Clan Pillera Puntina. Da qui le polemiche, sollevate soprattutto sui social network, e le richieste di chiarimenti e dimissioni.     «La magistratura farà il suo corso - continua la nota -. Senza alimentare polemiche politiche inutili la situazione obbliga le Istituzioni della città di Catania a una seria riflessione sul punto critico che si è raggiunto».     Secondo “Catania Bene Comune”, «il sindaco della città deve chiedere scusa a tutta la comunità catanese per ciò che è successo, spiegare dettagliatamente come è stato possibile, chiarire i rapporti che vi sono stati tra amministrazione comunale e il locale appena sequestrato e confiscato alla mafia».     «Non vi è alcun dubbio - continua il movimento - che l’assessore alla Cultura, Orazio Licandro, debba presentare le dimissioni dalla carica che ricopre. Un atto doveroso e di minima decenza. Sarà la magistratura a verificare gli eventuali legami tra i gestori del locale sequestrato alla mafia e gli esponenti dell’amministrazione che con tale attività economica hanno costruito una “sinergia” ma è certo che è impensabile che l’assessore che ha curato tali rapporti possa proseguire nel suo incarico».     Un chiarimento viene chiesto anche da Fratelli d’Italia. Il coordinatore regionale di Fdi, Sandro Pappalardo si dice stupito dal fatto che «un uomo di grande esperienza politica come Enzo Bianco, che è stato anche ministro degli Interni, abbia potuto instaurare una sinergia con parti di imprenditoria finite nel mirino della procura di Catania» e chiede al sindaco di chiarire alla città e in consiglio comunale l’iter che ha portato alla realizzazione della Strada degli Artisti e di illustrare tutte le sinergie con i privati attualmente in campo».     Dal canto suo, l’Amministrazione comunale replica con una nota in cui scrive: «Per quanto riguarda l’inaugurazione della “Strada degli artisti”, avvenuta qualche giorno fa - prosegue la nota - si ricorda come si sia trattato di un intervento di riqualificazione urbana al quale hanno concorso diversi soggetti, dall’Accademia di Belle arti, ad associazioni, a privati. E che questi privati non erano mai stati oggetto di provvedimenti da parte dell’Autorità giudiziaria».     E aggiunge il Comune di Catania che «se nella vicenda che ha portato al sequestro dei beni al boss del clan Pillera-Puntina Giacomo Maurizio Ieni, tra cui la discoteca Empire, ci sarà un rinvio a giudizio, ci costituiremo ovviamente e immediatamente parte civile».

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