home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Omicidio Licata, Gip non convalida il fermo del nipote della vittima

Non c'è pericolo di fuga, ma è stata comunque emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere

Licata, nipote di 18 anni fermato per omicidio agricoltore

AGRIGENTO - Non c'è pericolo di fuga e così il fermo non è stato convalidato. Nei confronti di Giuseppe Volpe, il diciannovenne di Licata (Agrigento) accusato di avere ucciso lo zio Giacinto Marzullo, 52 anni, per presunti contrasti economici, è stata comunque emessa un’ordinanza cautelare in carcere. Il Gip del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, al termine dell’udienza di convalida del fermo, ha confermato la premeditazione ed escluso i futili motivi. Durante l’udienza di convalida, il giovane - difeso dagli avvocati Rosanna Scrimali e Gaetano Timineri - si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Venerdì pomeriggio, in contrada Ritornella Margi, nei pressi della rotonda per Mollarella a Licata (Ag), avrebbe dovuto esserci un incontro chiarificatore fra Giacinto Marzullo e la sorella. Quell'incontro si è trasformato in un omicidio. Sulla salma dell’agricoltore, il medico legale - incaricato dal sostituto procuratore Carlo Cinque - ha eseguito l’autopsia all’obitorio dell’ospedale «San Giovanni di Dio» di Agrigento. Dovrebbero essere stati nove i colpi di pistola calibro 9x21, sui circa 14 esplosi dal diciannovenne, che hanno colpito il cinquantaduenne alle gambe e al torace. 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa