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Quattro incidenti su cinque causati da velocità e cellulare

I dati della Polizia stradale siciliana: «L'80% dei sinistri ha una concausa». Ma pesano anche le condizioni delle strade e il parco veicoli troppo vecchio

Quattro incidenti su cinque causati da velocità e cellulare

Giuseppe Bisogno, è il capo della Polizia Stradale italiana, che conosce bene anche le «abitudini» degli automobilisti siciliani essendo stato per quattro anni questore ad Agrigento prima di essere nominato appunto, direttore del servizio di Polizia Stradale.

E i dati raccolti dai due compartimenti della Polstrada Siciliana che hanno sede a Palermo per la Sicilia Occidentale e a Catania per quella Orientale, raccontano di una realtà più simile ad un campo di battaglia con decine di caduti ogni anno, causati sì da una viabilità spesso insufficiente dal punto di vista della sicurezza ma anche e soprattutto, come ha rilevato lo stesso capo della Polstrada, dalla distrazione. Basti pensare ad esempio che nel 2017 (il dato è aggiornato fino al 20 agosto scorso) nelle quattro province della Sicilia Occidentale, le multe per l’uso del telefonino mentre si è alla guida elevate dalla Polizia Stradale sono state oltre 700, mentre quelle per eccesso di velocità addirittura oltre 2100 nonostante quest’anno l’uso degli autovelox sia stato a lungo sospeso per la taratura delle apparecchiature. Infatti l’anno scorso le multe per eccesso di velocità furono addirittura quasi 6500.

I dati del 2017 ci dicono come il numero degli incidenti rilevati dalla Polizia stradale, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia sostanzialmente stabile: 1687 quest’anno, 1680 nel 2016, così come il numero delle vittime (19 sia quest’anno che l’anno scorso). In diminuzione i feriti che sono passati dai 985 del 2016 ai 964 di quest’anno.

L’ultima rilevazione disponibile e complessiva è quella elaborata con i dati Istat e Aci, e che sono relativi al 2015. E quel dato, spaventoso, ci dice che in Sicilia si sono verificati in un solo anno quasi 11 mila incidenti stradali, che hanno causato la morte di 225 persone e il ferimento di altre 16.224.

Va comunque detto che il tasso di incidenti e di mortalità è sostanzialmente in linea con la media nazionale. E questo è un dato che ha diverse chiavi di lettura una delle quali è, ad esempio, che la «sola» carenza di sicurezza lungo le nostre strade non sia un elemento dirimente. Ci sono altre cause – anzi, concause, come le chiamano gli esperti – legate alla velocità e alla distrazione. E’ del tutto evidente infatti che se si viaggia a 160 chilometri orari lungo una strada in cui il limite è 90, i tempi di reazione ad un evento imprevedibile si allunghino maledettamente. A volte tragicamente.

Un dato confermato peraltro dalla classifica delle cento strade più pericolose d’Italia compilata su dati Aci e Istat e basata su un unico parametro e cioè il numero di incidenti per chilometro. In questa top cento ci sono sei strade siciliane. La Diramazione di Catania della A18 è però classificata al quinto posto in Italia con 7,84 incidenti per ogni chilometro visto che, sulla base, di dati del 2015, ha visto 29 incidenti, zero morti e 45 feriti. La seconda strada più pericolosa di Sicilia (e quindicesima in Italia) è la diramazione della A19 Palermo via Giafar con 4,04 incidenti per chilometro (e 21 sinistri in totale), un morto e 32 feriti. Al terzo posto in Sicilia (e ventesimo nel Paese) c’è la tangenziale Ovest di Catania in cui sono stati registrati nel 2015 ben 69 incidenti e cioè 2,88 per ogni chilometro, con zero morti ma con 118 feriti. Al quarto posto in Sicilia (e trentesimo in Italia) c’è il raccordo della A29 di via Belgio a Palermo con 131 incidenti (2,32 per ogni chilometro), 2 morti e 21 feriti. Al quinto posto siciliano (e 79° in Italia) c’è la A18 Catania Messina con 100 incidenti (1,30 per chilometro), un morto e 175 feriti. L’ultima delle strade siciliane nella top cento italiana è la A 18 tra Catania e Siracusa (86° posto) con 31 incidenti e una media di 1,74 per chilometro, un morto e 66 feriti. Solo per fare un raffronto: la strada più pericolosa d‘Italia è l’uscita Portonaccio del Grande Raccordo Anulare a Roma con 15 incidenti per ogni chilometro.

Un altro elemento da non sottovalutare è l’età media, piuttosto elevata, del parco veicoli circolante in Sicilia. Un dato che può anche essere correlato alla crisi economica che negli ultimi dieci anni ha eroso il risparmio dei siciliani che hanno meno possibilità di acquisto di un’auto nuova.

I dati più recenti sono quelli diffusi da facile.it, il portale specializzato nella comparazione dei costi assicurazione auto e moto, che ha svolto la propria analisi su un panel di più di un milione di richieste di copertura effettuate sul sito nel corso dell’ultimo anno. E analizzando i risultati è emerso come la situazione peggiore sia al Sud con veicoli che, in media, hanno oltre 10 anni. In Calabria, Sicilia e Sardegna il dato è allarmante: l’età media delle auto è di 10 anni e 9 mesi in Sardegna, 10 anni e 7 mesi in Sicilia e 10 anni e 3 mesi in Calabria. I dati ufficiali, di Aci e Istat, sostanzialmente ricalcano quelli di facile.it.

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