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Al via all’aeroporto di Birgila grande esercitazione Nato

Al via all’aeroporto di Birgi la grande esercitazione Nato

L’operazione «Trident Juncture 2015» è la più grande dopo la fine della “guerra fredda” e lo scalo di Trapani fino al prossimo 6 novembre, sarà la base operativa. Protestano i pacifisti

Al via all’aeroporto di Birgi la grande esercitazione Nato

Si è aperta all’aeroporto di Trapani-Birgi, sede del 37° Stormo dell’Aeronautica militare, l’operazione Nato «Trident Juncture 2015». Si tratta della più grande esercitazione Nato dopo la fine della “guerra fredda” e l’aeroporto di Birgi, fino al prossimo 6 novembre, sarà la base operativa. I vertici militari hanno, comunque, già assicurato che l’esercitazione non provocherà problemi o limitazioni al traffico civile.

 

Lo spazio aereo e terrestre interessato all’imponente esercitazione sarà quello di Italia, Spagna e Portogallo, nonché il Mediterraneo centrale. Da Birgi, a partire da mercoledì, decolleranno velivoli da trasporto e aerei spia per simulare attacchi contro unità navali, sottomarini e target terrestri e per testare i nuovi sistemi di distruzione di massa. Comitati di cittadini e associazioni hanno organizzato iniziative di protesta contro le esercitazioni, che culmineranno in una manifestazione regionale in programma a Marsala il 31 ottobre, alle 15 sul lungomare Boeo nello spiazzale del monumento ai Mille. La manifestazione di protesta è stata organizzata insieme al Coordinamento regionale comitati “No Muos”.

 

«La Sicilia - dice Chiara Paladino, del coordinamento provinciale - diventerà laboratorio di sperimentazione bellica e ciò che verrà violata sarà la sua vera natura, rendendola luogo in cui si testano tecniche atte alla sopraffazione e all’annientamento dei popoli, in cui si testano infrastrutture e strumenti bellici che peraltro procurano gravi danni alla salute di chi vive i territori e all’ambiente». L’iniziativa sarà preceduta il 30 ottobre, a Palermo, da un “flashmob contro la guerra”, alle 19, in piazza Verdi e dalla “Festa No War” del Circolo Arci “Porco Rosso”, in piazza Casa Professa.

 

I numeri. Trentaseimila militari, 30 Paesi, 140 aerei e 60 navi. Sono questi i numeri dell’esercitazione Nato - “Trident Juncture 2015”. Lo scalo militare di Trapani - è stato specificato durante una conferenza stampa - ospiterà la prima fase dell’esercitazione che vedrà impegnati 700 militari, 200 dei quali stranieri. Nei cieli del Tirreno meridionale si alzeranno in volo, da oggi fino al 6 novembre prossimo, 30 aerei tra caccia F16 (di stanza in Canada, Grecia e Polonia), nonché Amx, Eurofighter e Tornado. Tutte le operazioni si svolgeranno sorvolando il mare aperto, lontano dai centri abitati.
Il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, ha smentito che la scelta di Trapani sia una sorta di “ripiego”, dopo le proteste  dei pacifisti in Sardegna: “Si tratta di una scelta logistica. Trapani, ritenuta la sede naturale più idonea per ospitare l’esercitazione, era infatti già stata prescelta”.
Il vice segretario generale della Nato, l’ambasciatore Alexander Vershbow, ha rimarcato che questa esercitazione “è di vitale importanza per la sicurezza; ogni giorno ci sono nuove sfide e noi dobbiamo essere sempre pronti a contrastarle. Con ‘Trident Juncture 2015’ dimostreremo che la Nato è in grado di difendersi da qualsiasi minaccia”.
Soffermandosi più sugli aspetti tecnici, il generale Petr Pavel, presidente del Comitato militare della Nato, ha detto che l’esercitazione “sarà anche un test per difendersi da attacchi terroristici”: dalla cyberdifesa al contrasto alle guerre chimiche”. “La Nato si adatta alle nuove minacce”, hanno quindi ribadito gli alti ufficiali che hanno preso parte all’incontro con la stampa internazionale. Alla cerimonia di apertura erano presenti, come osservatori, delegazioni di Russia, Brasile, Colombia e Messico.

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