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Ragusa, muore dopo il partoProcura sequestra cartella clinica

Ragusa, muore dopo il parto Procura sequestra cartella clinica

La giovane, di origine romena, ha dato alla luce il suo secondogenito. Poi le complicazioni e la morte. Il pm ha disposto l’autopsia. Indagati due medici.

Ragusa, muore dopo il parto Procura sequestra cartella clinica

Ana Bambarac, barista romena residente a Marina di Ragusa, è morta di parto all'età di 23 anni. Era ricoverata da giovedì scorso per la manifestazione delle prime doglie al Paternò Arezzo di Ragusa ed è deceduta, non è ancora chiaro il perché, sabato notte a poche ore dall'inizio del travaglio. Alle 23,30 i sanitari hanno comunicato al marito che il maschietto dato alla luce, il loro secondogenito, era stato trasferito in terapia intensiva.

 

Il padre avrebbe intravisto per un attimo il bambino, cianotico in viso, subito dopo è entrato in sala parto, e qui ha perso i sensi dopo aver visto “solo tanto sangue e il vuoto”. Alle 4,15 la notizia che la moglie Ana era morta. La coppia era molto conosciuta e stimata a Santa Croce Camerina, piccolo centro in provincia di Ragusa, dove i due lavoravano. La ragazza aveva anche un'altra figlia di 4 anni.

 

Ana era dipendente di uno dei bar più conosciuti, il caffè Mokambo. Davanti al locale in un’apposita cassetta si raccolgono i soldi per organizzare il viaggio qui in Sicilia della suocera e dei cognati della ragazza per permettere loro di assistere ai funerali. I genitori di Ana sono invece residneti da diverso tempo a Santa Croce Camerina. I titolari dell'esercizio – si legge in un loro messaggio pubblicato su Facebook – con la cifra raccolta intendono, inoltre, “sostenere economicamente e moralmente questa famiglia nell’intraprendere un’azione legale al fine di capire se c’è stata negligenza nella triste vicenda”.

 

La magistratura ha sequestrato la cartella clinica, mentre dall’Asp si attende un’indagine interna per chiarire cosa è successo. La Procura di Ragusa, che indaga per omicidio colposo, con il sostituto Monica Monego ha già notificato a due medici un avviso di garanzia, emesso come atto dovuto e propedeutico all'esecuzione dell'autopsia

 

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