home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Gela, facevano rapine e investivanoil bottino nell’acquisto della droga

Gela, facevano rapine e investivano il bottino nell’acquisto della droga

Sedici arresti della Polizia (anche a Catania e Foggia): tutti sono accusati di furto, rapina, e spaccio di stupefacenti. Usavano i parenti come “talpe” per fare i colpi nei supermarket

Gela, facevano rapine e investivano il bottino nell’acquisto della droga

La Polizia ha eseguito tra Gela, Catania e Foggia 16 provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di altrettanti indagati, tutti legati da vincoli di parentela, ritenuti responsabili a vario titolo di furti, danneggiamenti, rapine e spaccio di stupefacenti, nell’ambito di una operazione denominata “Parenti serpent”. L’inchiesta risale agli ultimi mesi del 2013, quando gli investigatori notarono un preoccupante aumento di reati, specialmente rapine a mano armata, contro supermercati, negozi e tabaccherie.

 

Analizzando i dettagli dei colpi messi a segno dai malviventi (modalità di esecuzione, abiti indossati, tipo di armi usate, corporatura e linguaggio dei banditi) e sospettando, per talune anomalie, la presenza di loro “talpe” nei supermercati rapinati, gli agenti del commissariato, guidati dal vice questore, Francesco Marino, e coordinati dal procuratore della Repubblica, Lucia Lotti, hanno accertato che tra il personale dipendente di due dei discount presi di mira dai rapinatori figuravano altrettanti cugini, omonimi, incensurati, parenti di un pregiudicato, noto per i suoi precedenti per rapina. Interrogatori, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali hanno permesso di accertare l’esistenza di una nutrita organizzazione criminale, a totale conduzione di una famiglia (notoriamente affiliata a “cosa nostra”) che gestiva un vasto traffico di stupefacenti, tra Catania e Gela.

 

Durante le indagini sono stati sequestrati cinque chili di hashish e 200 grammi di cocaina. Le rapine servivano proprio a finanziare l’acquisto degli stupefacenti da destinare alle aree di spaccio dei quartieri di Gela.

 

In tutto 11 le persone arrestate. Secondo gli inquirenti, gli indagati, tutti imparentati tra loro, apparterrebbero, infatti, alla famiglia mafiosa dei "Rinzivillo", che notoriamente risulta vicina a "cosa nostra". Sei sono stati rinchiusi in carcere. Sono Giovanni Rinzivillo, di 27 anni, Mario Cammalleri, di 23, Alessandro Di Fede, di 24 anni, Carmelo Manuel Giordano, di 22, Fabio Mirisola, di 20 anni, tutti di Gela, e Sebastiano Sardo, di 29, di Catania. Arresti domiciliari, invece, per Klisman Rinzivillo, di 21 anni, Francesco Spinello, di 24, Vincenzo Francesco Blanco, di 25 anni, di Niscemi, Ruben Antonio Licata, di 22 anni, Emilio Massimiliano Liparoti, di 21 anni, tutti gelesi. Obbligo di firma per Giovanni Rinzivillo di 23 anni, Salvatore Scordio, di 28 anni, e Gaetano Trubia, di 23 anni, tutti di Gela. Due dei ricercati, raggiunti dalla misura cautelare dell'obbligo di firma, risultano irreperibili perché nel frattempo sarebbero espatriati all'estero. 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa