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Messina, la riparazione della condotta idrica

Messina, la riparazione della condotta idrica non mette fine ad emergenza e polemiche

Prolifera il mercato nero dell’acqua, la Pinotti invia l’Esercito

Prolifera mercato nero dell’acqua, la Pinotti invia l’Esercito VIDEO

Messina, la riparazione della condotta idrica non mette fine ad emergenza e polemiche

MESSINA - Sebbene sia stata riparata la condotta idrica che ha scandalosamente lasciato senz’acqua una città per oltre 6 giorni, non è ancora rientrata l’emergenza idrica a Messina. L’acqua secondo le ultime stime dovrebbe arrivare nei rubinetti delle case questa notte o domani mattina. Il prefetto di Messina Stefano Trotta che da ieri gestisce l’emergenza, di fatto esautorando il sindaco, ha comunicato che oltre alle autobotti già impiegate sono stati immediatamente utilizzati altri due mezzi messi a disposizione dall’Esercito e sono state nuovamente individuate le priorità di approvvigionamento secondo un ordine già prestabilito in Prefettura. Al fine di incrementare i punti di distribuzione nei vari quartieri cittadini il Dipartimento regionale della Protezione Civile nel pomeriggio di ieri aveva inoltre ottenuto la disponibilità di alcuni Comuni della Provincia e di quella di Catania all’invio di ulteriori 10 autobotti che stanno per giungere in città.    

 

«Ho dato disposizioni alle Forze Armate per intervenire a Messina e contribuire alla soluzione dell’emergenza idrica», ha scritto in un tweet il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Intanto i cittadini si stanno approvvigionando alle cisterne sistemate in città. Molti però hanno preferito rivolgersi ai privati incrementando il mercato nero dell’acqua, dove i prezzi del prezioso liquido hanno raggiungo livelli esorbitanti. Alcune voci dicono che con 100/150 euro sia possibile acquistare 3000 litri di acqua. La situazione in cui si trovano i cittadini di Messina è divenuta insostenibile: oltre duecentomila abitanti sono senza acqua.    

 

Una nave cisterna della Società Marnavi SpA, giungerà in porto intorno alle 22 ma ci sono problemi per l’erogazione diretta nel’acquedotto e per il trasporto dell’acqua verranno utilizzate le autocisterne.    

 

Intanto a Calatabiano (Ct) dove è stata riparata la condotta del Fiumefreddo si sta immettendo gradualmente acqua nella tubazione con circa 300 litri al secondo per verificare la resistenza delle tubazioni.    

 

E mentre il governatore Crocetta, di rientro da Tunisi, dice di seguire personalmente la situazione e di essere in costante contatto con la Protezione civile, non si placano le polemiche per una emergenza che non era stata adeguatamente prevista e che è stata affrontata con una risposta troppo lenta e male coordinata da parte delle autorità, svegliatesi forse un po’ troppo tardi, se solo ieri è stato attivato un tavolo tecnico in Prefettura per vedere il da farsi.    

 

Sott’accusa c’è la frana che interrotto la condotta idrica che porta l’aqua potabile Messina, ma soprattutto ma lancata prevenzione del rischio idrogeologico da parte della autorità preposte. Ma le polemiche sono anche interne e il vicesindaco Guido Signorino non nasconde la sua insoddisfazione per le critiche giunte dalla Prefettura che ieri assumere il coordinamento dell’emergenza. «Non vogliamo fare polemiche con la Prefettura, anzi accettiamo la loro scelta. Al tavolo tecnico di ieri mattina, però, erano emerse alcune cose, che poi non si sono rivelate tali» ha detto Signorino parlando di ritardi nell’arrivo delle autobotti.

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