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Catania, nella sua requisitoria il pm ribadisce le accuse contro Ciancio

Catania, nella sua requisitoria il pm ribadisce le accuse contro Ciancio

In precedenza aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo, ma il Gip Luigi Barone in udienza camerale aveva sollecitato nuove indagini. Udienza aggiornata al 27 novembre
Catania, nella sua requisitoria il pm ribadisce le accuse contro Ciancio
CATANIA - La Procura di Catania ha ribadito, davanti al Gup Gaetana Bernabò Distefano, la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo, per concorso esterno all’associazione mafiosa. In precedenza aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo, ma il Gip Luigi Barone in udienza camerale aveva sollecitato nuove indagini. Nel procedimento sono state ammesse come parti civili l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, i due fratelli del commissario della Polizia di Stato Beppe Montana, ucciso dalla mafia, Dario e Gerlando, e Sos Impresa, associazione antiracket di Confesercenti. L’udienza preliminare è stata aggiornata alle 10:30 del prossimo 27 novembre.     L’editore, che si proclama estraneo alle accuse contestate, ha detto di avere “fatto tutto alla luce del sole” e di “essere certo di potere dimostrare qual è la verità dei fatti davanti a un giudice terzo”.     La Procura è stata rappresentata in aula dai sostituti Agata Santonocito e Antonino Fanara. Per la difesa erano presenti gli avvocati Carmelo Peluso, del foro di Catania, e Francesco Colotti, dello studio di Giulia Bongiorno che assiste l’editore.

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