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Black List, Massimo Campioneribadisce le accuse a Lo Bosco

Black List, Massimo Campione ribadisce accuse a Lo Bosco

In una registrazione pirata di persone vicine a ex presidente di Rfi avrebbe negato di avere pagato tangenti, ma l’imprenditore davanti ai pm conferma: “Ho pagato mazzette in cambio di appalti”

Black List, Massimo Campione ribadisce accuse a Lo Bosco

Massimo Campione ha ribadito davanti ai pm Dino Petralia e Claudio Camilleri le sue accuse nei confronti di Dario Lo Bosco, l’ormai ex presidente di Rfi, accusato dallo stesso imprenditore agrigentino di avere preso mazzette in cambio di appalti. E’ stato lo stesso Campione che insieme al suo legale Nino Caleca ha voluto incontrare i magistrati a seguito di alcuni rumors – e ad una registrazione pirata – nella quale l’imprenditore davanti a persone vicinissime proprio a Lo Bosco avrebbe assicurato una prossima ritrattazione delle accuse nei confronti del manager pubblico.

 

“Ho detto che le mie accuse erano una farsa – ha detto Massimo Campione ai pm – solo per allontanarli e tranquillizzarli. Ma qui ribadisco che le mie accuse sono vere: ho pagato tangenti a Lo Bosco e ai due dirigenti della Forestale”. La vicenda è relativa all’inchiesta Black List scaturita dal ritrovamento, all’interno dell’auto di Campione, di una sorta di libro mastro delle tangenti e in cui l’imprenditore riportava minuziosamente le cifre e i destinatari delle mazzette. Tra essi i due funzionari della Forestale e Dario Lo Bosco, l’ex presidente di Rfi e dell’Ast. Quest’ultimo, che si trova ai domiciliari, si è anche dimesso anche per far venire meno le esigenze cautelari. E non è un caso che il suo legale Bartolomeo Romano abbia già chiesto la revoca degli arresti a casa.

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