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Emergenza idrica non solo a Messina

Emergenza idrica non solo a Messina Gela si appella a Fiorello: «Pensaci tu»

Lo showman risponde: «Il Rosario giusto sarebbe Crocetta»

Lo showman risponde: «Il Rosario giusto sarebbe Crocetta»

Emergenza idrica non solo a Messina Gela si appella a Fiorello: «Pensaci tu»

Prosegue l’emergenza idrica a Messina dove alcuni rioni oggi potrebbero restare ancora senz’acqua. L’Amam, azienda Meridionale acque di Messina, dopo la rottura ieri di nuovo della condotta a causa di una frana a Calatabiano ha attivato il bypass tra la condotta di Fiumefreddo e quella Alcantara, aumentando la portata fino a cinquecento litri al secondo. Tale operazione consentirà di soddisfare quasi la metà del fabbisogno giornaliero della città. Continuano ad esserci però problemi di approvvigionamento nelle parti alte della città, e per questo è stato potenziato il numero delle autobotti e si provvederà ad un ulteriore incremento delle risorse idriche tramite una nave cisterna della capacità di cinquemila tonnellate con immissione diretta nella rete cittadina ogni due giorni.

 

L’organizzazione della distribuzione idrica sarà curata da una cabina di regia facente capo al Dirigente dell’Ispettorato Dipartimentale Foreste. In particolare, le parti alte della città difficili da servire con erogazione diretta per ragioni di natura orografica verranno servite tramite autobotti. Tra le priorità per i rifornimenti di acqua l’ospedale Papardo, per il quale è stata prevista per quanto possibile un’erogazione mirata. Di seguito, presidi ospedalieri minori, Case di Cura, mense dei poveri, scuole di ogni ordine e grado e fasce deboli attraverso attività di volontariato.

 

«La situazione è drammatica nella città di Messina, dove da ormai 10 giorni manca l’acqua. Il governo la giudica inaccettabile”. Lo dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti durante la conferenza per la firma di accordi di programma con le Regioni per la lotta dissesto del suolo. “Il governo - prosegue De Vincenti - si è attivato con forza richiamando al massimo senso di responsabilità istituzionale tutte le autorità locali nei confronti dei cittadini. È ora di cambiare musica sulla gestione del servizio idrico». Così Claudio De Vincenti sull’emergenza acqua a Messina ritenendo tra le cause della situazione, nella città siciliana, le «forme arretrate di gestione del servizio idrico» che «rispondono a una scala troppo limitata. Oggi serve una logica industriale».  

 

Ma a trovarsi in uno stato di emergenza idrica non è solo la città di Messina. Da quando il dissalatore regionale gestito dall’Eni è stato chiuso, a Gela, l’approvvigionamento idrico è garantito da più fonti (dighe Dirillo, Disueri, Cimia e Blufi) ma la popolazione continua a ricevere l’acqua ogni due-tre giorni, quasi sempre di colore giallastro, che nessuno beve. Qui si fa un largo uso di acqua minerale per bere e per cucinare, motivato anche da infiltrazioni fognarie per le continue interruzioni di una rete idrica vecchia, che solo da alcuni mesi si sta cercando di rinnovare. L’azienda di distribuzione è Caltaqua, che, nove anni fa, si è assicurata l’appalto per la gestione trentennale del servizio idrico in tutta la provincia di Caltanissetta.  

 

È assurdo che ci si appelli ad un personaggio dello spettacolo. Il Rosario giusto Sarebbe Crocetta! #ilsudfrana pic.twitter.com/AwJQ7fT9Ds

— Rosario Fiorello (@Fiorello) 4 Novembre 2015

 

 

A Gela, nessuno è soddisfatto del servizio e numerose sono state le manifestazioni di protesta dei cittadini che hanno firmato decine di petizioni popolari per ritornare alla gestione pubblica dell’acqua. L’ultima, in ordine di tempo, è quella lanciata sul web “Gela come Messina”, con 2.500 firme in cinque giorni, per chiedere l’intervento dei vertici dello Stato e della Regione. Ogni partito politico, in campagna elettorale, ha promesso (senza poi farlo) la rescissione del contratto con Caltaqua, che dal canto suo, dopo aver denunciato una morosità pari al 25-30% degli utenti gelesi, ha deciso di usare il pugno di ferro staccando i contatori anche se i ritardi nei pagamenti sono di un solo trimestre. I cittadini di Gela si sono rivolti anche a Fiorello sui social perchè porti all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale - dopo l’emergenza idrica di Messina - anche i problemi nell’approvvigionamento dell’acqua nella cittadina nissena. E lo showman risponde a stretto giro: «È assurdo che ci si appelli ad un personaggio dello spettacolo - scrive su Twitter -. Il Rosario giusto sarebbe Crocetta».

 

Nell'Agrigentino invece Girgenti Acque, il privato che gestisce il servizio idrico ha comunicato che Siciliacque fermerà l'acquedotto del Fanaco per almeno 24 ore per dei lavori di manutenzione e dunque città come Campobello, Ravanusa e Canicattì rimarranno senza acqua con turni di oltre una settimana. E il bello è che anche in precedenza c'era stato uno stop per via di un inquinamento da coliforni. Eppure c'è anche una coincidenza: i guasti e i ritardi nella distrubuzione e i lavori di manutenzione avvengono quasi sempre a ridosso dei ponti festivi, proprio quando il fabbisogno d'acqua aumenta.

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