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Incidenti stradali: Catania e Messina

Incidenti stradali: Catania e Messina le città con l’indice di mortalità più alto

Nel 2014 - 0,6% di decessi, ma +5,4% in ambito urbano

Incidenti stradali: Catania e Messina le città con l’indice di mortalità più alto

PALERMO - Roma. È una strage quotidiana quella che si verifica ogni giorno sulle strade Italia con 9 morti e 668 feriti. “Maglie nere” di questa triste classifica sono Messina e Catania, dove l’indice della mortalità è il più elevato rispetto alle altre grandi città. Si interrompe nel 2014 il trend di riduzione delle vittime di incidenti stradali, a causa soprattutto dell’incremento della mortalità nelle città, con il dato nazionale in leggera diminuzione (-0,6%) ma un forte aumento (+5,4%) della mortalità all’interno dei centri urbani. E per l’anno in corso il trend di flessione generale potrebbe addirittura invertirsi.

 

Una situazione allarmante, quella del nostro Paese, che si attesta al quindicesimo posto nella classifica Ue, alle spalle di Regno Unito, Spagna, Germania e Francia e che allontana sempre di più la “chimera” di dimezzare il numero delle vittime entro cinque anni, come imposto dall’obiettivo 2020 fissato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e dalla Commissione europea. È quanto emerge dal rapporto Aci-Istat: l’anno scorso rispetto al 2013 il numero dei morti sulle nostre strade è diminuito dello 0,6% a fronte di una flessione del 2,5% dei sinistri e del 2,7% dei feriti. Gli incidenti con lesioni a persona in Italia sono stati 177.031 (181.660 nel 2013) che hanno causato 3.381 decessi (3.401 nel 2013) e 251.147 feriti (258.093 nel 2013).  

 

In media, nel 2014, ogni giorno si sono verificati 485 incidenti, sono morte 9 persone e ne sono rimaste ferite 688. Il costo dei sinistri stradali ammonta nel 2014 a circa 18 miliardi di euro. A pesare sul dato italiano soprattutto l’incremento della mortalità stradale all’interno dei centri urbani (+ 5,4%), dove si concentrano il 75,5% degli incidenti e il 44,5% dei morti. I grandi Comuni che presentano il più alto indice di mortalità sulle strade urbane sono Messina (1,6 morti ogni 100 incidenti) e Catania (1,4), mentre i valori più bassi si registrano a Bari (0,3), Milano (0,4) e Genova (0,4). Torna a crescere il numero delle vittime tra pedoni (578 morti, +8,8% rispetto al 2013), mentre prosegue il calo della mortalità sulle due ruote a motore (-4,3% rispetto al 2013). L’indice di moralità (morti ogni 100 incidenti) per gli utenti più vulnerabili si conferma molto elevato: 2,75 per i pedoni, 1,69 per i motociclisti e 1,141 per i ciclisti, contro lo 0,67 delle automobili e lo 0,74 degli autocarri. La fascia di età più a rischio resta sempre quella dei giovani tra 20 e 24 anni (268 vittime), ma aumentano i decessi tra gli over 75 (+11,1%) e i bambini tra 0 e 14 anni (+12,7%). Dall’analisi emerge anche che è il weekend il momento più “pericoloso” per le strade italiane: il venerdì, in particolare, è il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti, la domenica quello in cui si registrano i più gravi, con il rischio maggiore nelle ore notturne.  

 

Distrazione (21,4%), velocità elevata (17,3%) e distanze di sicurezza non adeguate (13,4%) si confermano le prime cause di incidenti sulle strade extraurbane, mentre in città è soprattutto la mancata osservanza di precedenze e semafori a causare sinistri (18,6%) seguita da distrazione (15,4%) e velocità (9,2%). Da evidenziare, infine, il calcolo in via sperimentale del numero dei feriti gravi, secondo le indicazioni della Commissione europea: nel 2014 i feriti gravi a seguito di un incidente stradale, sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono circa 15.000, in aumento del 16% rispetto al 2013.  

 

«I dati dimostrano l’urgenza di garantire l’utilizzo di almeno il 50% dei proventi delle multe per favorire la mobilità e la sicurezza stradale soprattutto in ambito urbano - dichiara il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani - con attraversamenti pedonali moderni e visibili, percorsi ciclabili protetti, rotatorie efficaci a scongiurare i pericolosi urti laterali. Anche le sanzioni devono essere finalizzate alla prevenzione: gli autovelox nascosti sono inutili e i cartelli che ne annunciano la presenza poi non riscontrata dai conducenti sono dannosi. Aci presenterà una proposta legislativa sistemica già il 18 novembre».

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