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Marco Campione: «Se non fosse per le penali e per i licenziamenti Girgenti Acque avrebbe già lasciato il campo»

Marco Campione: «Se non fosse per le penali e per i licenziamenti Girgenti Acque avrebbe già lasciato il campo»

Marco Campione: «Se non fosse per le penali e per i licenziamenti Girgenti Acque avrebbe già lasciato il campo»
«Siamo abbandonati a noi stessi, senza alcuna presenza, al nostro fianco, delle Istituzioni». Sono parole amare e durissime quelle con le quali Marco Campione (nella foto), presidente e “patron” della Girgenti Acque commenta l’aggressione subita ieri mattina da un lavoratore della società di gestione del servizio idrico mentre tentava di rescindere l’utenza di un cittadino moroso a Cattolica Eraclea. Un gesto, dice Campione, non isolato e anzi frutto di un’atmosfera «che ci preoccupa, anzi, che ci fa schifo. E’ la comunità che contribuisce, secondo me, a creare questo stato d’animo nelle persone che si sentono autorizzate a minacciare di morte o tentare, come avvenuto oggi (ieri per chi legge ndr), di uccidere chi sta solo svolgendo il proprio lavoro». Campione denuncia una generale «solitudine» nella quale Girgenti Acque esercita il proprio lavoro, e l’affondo, diretto e fortissimo, è nei confronti delle Istituzioni: «Mai che prendano posizione a nostro favore, anche dopo fatti inauditi come quello avvenuto – dice –. Mi spingo ancora più avanti: quello che succede credo sia anche generato dall’indifferenza delle Istituzioni, dalle quali non ci sentiamo tutelati». In che senso? «Normalmente quando accadono fatti come quelli che ci hanno riguardato il questore, il prefetto, il colonnello dei carabinieri chiamano per chiedere in che modo si possano affrontare situazioni di questo tipo. Grazie a Dio, passano le giornate senza che questo accada, come se nulla fosse successo». Ma lei ha chiesto di essere incontrato? «Ho chiesto più volte un incontro con Polizia e Carabinieri, ma ad oggi non mi è stata data alcuna possibilità in tal senso». Crede si tratti di un problema verso la ditta o verso di lei? «Penso entrambe le cose». Si dice che ci sia voglia di mollare... «Saremmo ben felici di lasciare il campo e andarcene, ma dovremmo pagare le penali e licenziare personale senza avere responsabilità. Continueremo con il nostro lavoro e, anche, con la lotta agli evasori». E come tutelerete i lavoratori? «Tempo fa, durante un incontro con l’Ato Idrico avevamo avanzato la proposta di una nostra “polizia”, di accompagnare gli operatori con guardie giurate. Questo le fa capire a che punto siamo arrivati: siamo, davvero, totalmente soli. Mi auguro che questa volta, dopo questi fatti gravissimi ognuno faccia la propria parte».

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