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Omicidio volontario e non legittima difesa

Omicidio volontario e non legittima difesa condannato il vigilante del Maas di Catania

Sei anni alla guardia che uccise il 22enne Peppe Giuffrida

Sei anni alla guardia che uccise il 22enne Peppe Giuffrida

Omicidio volontario e non legittima difesa condannato il vigilante del Maas di Catania

CATANIA - La Corte d’Assise d’appello ha riformato la sentenza del gup Marina Rizza che aveva riconosciuto l’eccesso di legittima difesa al vigilantes Graziano Longo Minnolo, che nel 2013 sparò e uccise Giuseppe Anthony Giuffrida, davanti all’ingresso del Maas di Catania e lo ha condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio volontario, pena già ridotta di un terzo per la scelta del rito abbreviato. A darne notizie, attravverso una nota, è stato lo studio legale Lipera che difende in sede civile i familiari della vittima. La Corte ha riconosciuto ai genitori e ai fratelli della vittima che si sono costituiti parti civili, rispettivamente 20 mila e 10 mila euro più il pagamento delle spese processuali.    

 

La sentenza del gup Rizza era stata impugnata dalle parti civili, dal sostituto procuratore Angelo Brugaletta e dal procuratore generale Gaetano Siscaro che avevano chiesto l’imputazione per omicidio volontario. A febbraio il vigilantes era stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per eccesso colposo in legittima difesa. Nel corso delle varie udienze sono state ripercorsi quei tragici momenti che portarono all’esplosione dei colpi di pistola in dotazione al vigilante, al ferimento e alla morte poi, dopo poche ore dal ricovero in ospedale, del giovane ventiduenne.

 

Era il 3 ottobre del 2013 quando il vigilantes Graziano Longo Minnolo, 26 anni di Catania, in servizio ai mercati agroalimentari siciliani (Maas), durante una lite scoppiata nel parcheggio del mercato alle prime ore del mattino, sparò un colpo della sua pistola d’ordinanza (una calibro 9x21) mettendo fine alla vita del 22enne Giuseppe Antony Giuffrida. La condanna di Longo Minnolo per eccesso colposo in legittima difesa suscitò molte polemiche. Ora la riforma di quella sentenza.    

 

«Esprimiamo soddisfazione - scrivono i difensori delle parti civili - per l’accoglimento della tesi che si trattasse di omicidio volontario, anche se la pena, scontata grazie al rito abbreviato, non può dirsi certo giusta per chi ha privato della vita un giovane poco più che ventenne». Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

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