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Vaccini in calo in Sicilia: Messina e Catania le peggiori, Enna la migliore

Vaccini in calo in Sicilia: Messina e Catania le peggiori, Enna la migliore

«La gente deve capire che dietro di essi non ci sono interessi economici ma la tutela della salute»
Vaccini in calo in Sicilia: Messina e Catania le peggiori, Enna la migliore
Le percentuali non sono ancora a due cifre ma dal 2013 al 2014 i dati sul numero di bambini vaccinati in Sicilia sono in diminuzione. A fornirli è il dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato regionale alla Salute. Per quanto riguarda il vaccino esavalente, ad esempio, a fronte di una copertura considerata ottimale del 95%, l’isola ha raggiunto nel 2014 il 93,3% contro il 95,29% del 2013.   «È necessario fare chiarezza - dice Mario Palermo, dirigente del Servizio I del Dasoe dell’assessorato regionale alla Salute - I vaccini non sono un obbligo ma un’opportunità di salute. La gente deve capire che dietro di essi non ci sono interessi economici o guadagni ma la tutela della salute. Ci sono stati casi di bambini morti per varicella o pertosse e questo non può e non deve succedere». Il numero maggiore di bambini vaccinati si registra a Enna (97,7%) e Caltanissetta (97,2%), seguite da Ragusa (96,8%), Agrigento (96,1%), Siracusa (95,2%), Palermo e Trapani (entrambe 95,1%). I dati peggiori, e che determinano un abbassamento della media regionale, arrivano invece da Messina e Catania, rispettivamente 90% e 89,1%.   «I media, i giornali e le storie di legami fra i vaccini e malattie come l’autismo, che è bene ricordare non hanno alcun fondamento scientifico, hanno influito sul calo delle vaccinazioni - spiega Palermo - ma indubbiamente un ruolo chiave lo svolgono anche i pediatri. A Catania, ad esempio, c’è una larga parte di pediatri che punta sulla medicina omeopatica e sconsiglia i vaccini e i risultati si vedono». L’incriminato vaccino contro il morbillo - il tetravalente morbillo, parotite e rosolia - segna dati ancora inferiori. La copertura a livello regionale ha raggiunto solo l’84% contro l’88,86 nel 2013.   «Se i casi di morte per alcune malattie si sono ridotti negli anni è merito delle vaccinazioni - sottolinea Palermo - Un tempo si pensava che i bambini dovessero prendere le malattie esantematiche e che era meglio lo facessero da piccoli. Alcune persone pensano che pertosse o morbillo non possono essere malattie con conseguenze gravi, ma non è così. La pertosse per esempio può essere mortale per un neonato». E sempre in tema di vaccini, la settimana scorsa la Regione Sicilia ha dato il via al piano vaccinale antinfluenzale 2015-2016, gratuito per gli over 65. L’anno scorso la profilassi ha subito un calo di oltre il 10%, passando dalla percentuale già esigua del 56,7% del 2013-2014 al 48,1% del 2014-2015. La media nazionale era del 55,4% nel 2013 e del 48,6% nel 2014. Ancora una volta le province con il numero minore di vaccinazioni sono Messina e Catania: 71,1% la città sullo Stretto e 79,6% il capoluogo etneo. In un anno, la copertura del vaccino contro la varicella, nella maggior parte dei casi somministrato in concomitanza con il tetravalente, è passata dal 84,86% al 79%. In calo anche lo pneumococco - dal 93% nel 2013 al 91,8% nel 2014 - e l’antimeningococco C, passato dal 61,30% al 60%. Non sono invece ancora disponibili i dati sul vaccino contro il meningococco B, inserito dalla Regione fra le vaccinazioni gratuite per i nuovi nati da gennaio 2015 e somministrato entro il quarto mese di vita del bambino.

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