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Messina, appalti e mazzetteIn cinque messi ai domiciliari

Messina, appalti e mazzette In cinque messi ai domiciliari

Coinvolti dirigenti di Messinambiente e imprenditori: violazione del codice degli appalti per l’acquisizione di beni e servizi per la società pubblica / VIDEO

Messina, appalti e mazzette In cinque messi ai domiciliari

La sezione di polizia giudiziaria della polizia insieme ai carabinieri ha eseguito un misura cautelare ai domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di cinque persone, tra dirigenti di Messinambiente ed imprenditori, nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Messina su appalti e mazzette. Il provvedimento, disposto dal Gip Giovanni De Marco su richiesta del Procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e del sostituto procuratore Stefania La Rosa, scaturisce da un’ indagine avviata nel 2013 dalla quale è emersa, secondo gli inquirenti, la sistematica violazione della normativa prevista dal codice degli appalti per quel che concerne l’acquisizione di servizi e forniture da parte di enti e società pubbliche.

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Le persone arrestate sono l'ex amministratore delegato ed ex liquidatore di Messinambiente che si occupa della raccolta rifiuti a Messina Armando Di Maria, di 55 anni, il funzionario della stessa società Antonino Inferrera, di 70, Antonio Buttino, 73 broker assicurativo, gli imprenditori Marcello De Vincenzo, di 65 e Francesco Gentiluomo, di 70. Tutti sono accusati di corruzione.

 

Secondo la procura di Messina i vertici di Messinambiente avrebbero violato sistematicamente la normativa prevista dal codice degli appalti per l'acquisto di forniture e servizi da parte di enti e società pubbliche. Di Maria avrebbe demandato ai privati i servizi di competenza dell'ente compresa la raccolta rifiuti e la manutenzione dei cassonetti in particolare alla Mediterranea di De Vincenzo e alla Gentiluomo spa di Gentiluomo. Inferrera, braccio destro di Di Maria, avrebbe influito nella scelta di partner privati e consulenze che venivano assegnate ad amici o a società gestite indirettamente da lui.

 

In particolare Di Maria e Inferrera avrebbero affidato a De Vincenzo la gestione del servizio di manutenzione dei cassonetti procurandogli un guadagno di 2 milioni e 600 mila euro. A Gentiluomo sarebbe stato invece assicurato un guadagno di un milione di euro per la manutenzione dei mezzi, Tutto questo nonostante la presenza in azienda di personale specializzato per questi lavori. Infine i due avrebbero affidato a Buttino tutti i servizi di assicurazione dell'azienda, per un ammontare complessivo di 350 mila euro con una commissione del 15 percento. In cambio i tre imprenditori avrebbero fatturato delle finte consulenze ad Inferrera per complessivi 103 mila euro.

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