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La prefettura di Catania sospende

La prefettura di Catania sospende il certificato antimafia della Tecnis

L’inchiesta sulle tangenti per gli appalti dell’Anas

L’inchiesta sulle tangenti Anas / L'azienda: ci stiamo riorganizzando

La prefettura di Catania sospende il certificato antimafia della Tecnis

CATANIA - Mentre prosegue l’inchiesta sulle presunte tangenti pagate per gli appalti pubblici dell’Anas e che ha coinvolto anche i due imprenditori catanesi Concetto Bosco e Mimmo Costanzo, all’epoca dei fatti soci al 50% e titolari della società Tecnis, dalla prefettura di Catania arriva la notizia - anticipata dal quotidiano “la Repubblica - che è stato sospeso il certificato antimafia all’azienca catanese, considerata l’impresa edile più importante del Sud Italia con 1.200 unità lavorative. L’interdittiva è stata disposta dal prefetto di Catania, Maria Guia Federico. Secondo iniscrezioni, la decisione della prefettura non sarebbe conseguenza dei sopralluoghi della Dia nei cantieri delal Tecnis risalenti al luglio 2014 - quando non emersero collegamenti con Cosa Nostra, assunzioni di persone legate alla mafia o subappalti sospetti - ma sarebbe legata ad elementi portati alla luce da rappresentanti delle forze dell’orine al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.    

L'AZIENDA: CI STIAMO RIORGANIZZANDO

La sospensione della certificazione antimafia non metterebbe a rischio immediato gli appalti, i tantissimi appalti aggiudicati dalla Tecnis e che già all’indomani dell’arresto dei vertici dell’azienda sembravano pronti a dover restare fermi per anni. Invece ora dovrebbe essere nominato un amministratore giudiziario. Un “commissariamento” che permetterebbe di far andare avanti i tanti i lavori in corso. Basti pensare che il progetto della Catania-Ragusa a quattro corsie e al costo di circa 800 milioni di euro era loro (e probabilmente il finanziamento è stato ritardato proprio a causa delle indagini), che la ristrutturazione della 640 da Agrigento a Caltanissetta è affidata sempre a loro che per scavare un tunnel avevano messo in campo la «talpa» più potente d’Italia.

 

In sostanza non c’era appalto pubblico in Sicilia che non venisse affidato all’azienda catanese, ponti, porti, strade, tutto il possibile, con proiezioni esterne come alcuni lotti della Salerno-Reggio Calabria e della 116 Jonica calabrese. Persino i ponti realizzati sul Piave, a San Donà e quello sull’Adda tra Cremona e Lodi sono stati realizzati da Costanzo e Bosco che hanno ricevuto il plauso generale. La Tecnis era l’unica azienda in grado di competere con i colossi dell’edilizia. L’elenco delle opere fatte e di quelle ancora da realizzare è lunghissimo. L’impresa catanese poteva lavorare ancora per decenni.

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