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Attentati di Parigi, parla l’Imam di Catania

Attentati di Parigi, parla l’Imam di Catania «Voi occidentali non piangete nostre vittime»

E Claudio Fava: «In Sicilia la mafia tiene lontano l’Isis»

Attentati di Parigi, parla l’Imam di Catania «Voi occidentali non piangete nostre vittime»

CATANIA - «Noi musulmani non siamo di seconda categoria. Noi siamo come voi. Tutti gli uomini sono uguali. Noi piangiamo per voi, come adesso in Francia, ma voi non piangete le nostre vittime come avviene in Palestina o in Iraq”. Lo afferma l’Imam della moschea di Catania, Mufid Abu Touq. «Questi disgraziati dell’Isis, che sono stati “creati” dai servizi segreti statunitensi e israeliani - ha aggiunto - hanno piantato odio distruggendo tante nostre famiglie prima delle vostre». «Hanno ucciso nelle moschee, nelle città, hanno fatto attentati come l’aereo russo causando disgrazie su disgrazie. Ma quando noi abbiamo pianto - ha osservato l’Imam di Catania- nessuno di voi lo ha fatto. Non abbiamo assistito a ferme condanne, a solidarietà verso noi musulmani. Solo tanta indifferenza».    

 

Poi l’Imam della moschea etnea si chiede chi ci sia davvero dietro i combattenti del sedicente Stato Islamico. «Questi dell’Isis - ha spiegato Mufid Abu Touq - combattono da cinque anni in Siria e nessuno gli dà una mano? Nessuno li finanzia? Ma per favore... ».    

 

In merito poi alle prese di posizioni di alcuni quotidiani italiani, l’Imam etneo ha evidenziato: «Tutti ci guardano con sospetto, chi titola “Bastardi islamici”. Tutte le moschee da controllare, tutti gli islamici da controllare. Ma chi siamo? Abbiamo una storia ultra secolare. Adesso basta. E poi - continua- quando ci si dice “Islamici bastardi” si comprendono anche Abramo, Mosèe Gesù visto che tutti questi profeti, messaggeri erano tutti islamici, non solo Maometto lo era. Noi non siamo di seconda categoria, quando l’occidente era nel medioevo noi facevamo l’università, abbiamo fatto la civiltà».    

 

«La pace è il nostro Dio. L’ottanta per cento unisce le nostre religioni - rileva infine Mufid Abu Touq- e su questo bisogna lavorare, non sulle divisioni. Noi saremo i primi a denunciare qualsiasi sospetto di potenziali terroristi».    

 

«La vostra sofferenza - conclude - è la nostra sofferenza. Ho mandato una lettera di vicinanza al console francese a Catania. Viva la pace».    

 

E a propostito di pace, venerdì sera si terrà in piazza Cutelli, proprio davanti la moschea di Catania una preghiera multietnica musulmana-cristiana assieme alla comunità di S. Egidio e ai Focolarini che da tempo collaborano con la comunità islamica sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione. Dopo la preghiera in piazza, ci sarà una marcia silenziosa (che partirà, appunto, da piazza Cutelli) che proseguirà lungo via Vittorio Emanuele, poi piazza Duomo, via Garibaldi, fino alla chiesa di S. Chiara.

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