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Rapine in PiemonteCoinvolti tre catanesi

Rapine in Piemonte Coinvolti tre catanesi

I carabinieri di Alba e Canelli nel Cuneense ne hanno arrestato uno, denunciato un altro mentre un terzo è attualmente ricercato. Uno dei colpi ha fruttato 300 mila euro di preziosi

Rapine in Piemonte Coinvolti tre catanesi

C’è anche un pregiudicato catanese tra le persone arrestate Carabinieri delle Compagnie di Alba e Canelli in Piemonte, con la collaborazione dei colleghi del Reparto Operativo di Catania. L’operazione denominata S.O.S. perché veniva usato un carro attrezzi dai rapinatori durante i sopralluoghi sugli obiettivi da colpire ha permesso di arrestare due pericolosi malviventi responsabili di una cruenta rapina in una gioielleria a Grinzane Cavour ed una tentata ad una gioielleria di Canelli.

 

Gli arrestati – per rapina aggravata in concorso– su ordine del Gip del Tribunale di Asti su richiesta del sostituto procuratore Giulia Marchetti – sono Antonio Guzzetta di 21anni di Ati e Danilo Peluso di 24 anni di Catania. Ricercata anche una terza persona, Angelo Bombace, 24 anni, anche lui di Catania. La prima rapina si è verificata nello scorso mese di maggio quando due banditi, uno dei quali vestito da donna, hanno fatto irruzione nella gioielleria di Grinzane Cavour.

 

I due, con la minaccia delle armi, hanno picchiato selvaggiamente il proprietario, provocandogli anche delle ferite permanenti e la frattura del setto nasale. Il tutto sotto gli occhi terrorizzati delle figlie, una delle quali immobilizzata con fascette di plastica, mentre l’altra era riuscita a fuggire e a chiamare il 112. I banditi in pochi minuti erano riusciti a portare via preziosi per almeno 300mila euro fuggendo poi con un’auto rubata.

 

Un mese dopo l’altra rapina, stavolta a Canelli. Due malviventi sono entrati in una gioielleria e dopo aver chiesto di visionare dei gioielli, si sono scagliati contro la proprietaria ed una commessa, nel tentativo di impossessarsi dei preziosi. Ma l’intervento di un commerciante al fianco della gioielleria aveva costretto i banditi a fuggire. I carabinieri, visionando telecamere di videosorveglianza, sono riusciti ad individuare uno dei mezzi utilizzati per la fuga, ovvero un carro attrezzi in uso ad un noto pregiudicato.

 

E il carro attrezzi era seguito da un’utilitaria, di proprietà della madre di uno degli arrestati a bordo della quale si intravedeva un giovane con indosso abiti simili a quelli di uno dei rapinatori. Oltre alle tre persone raggiunte da provvedimento cautelare, i carabinieri hanno denunciato la madre del di Guzzetta e un altro pregiudicato catanese, che in quel periodo usava le stampelle perché aveva subito un intervento chirurgico e che aveva eseguito i sopralluoghi prima dei colpi.

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