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Santa Croce, in un canto il ricordo di Loris a un anno dalla morte

Santa Croce, in un canto il ricordo di Loris a un anno dalla morte

Una targa, una poesia, la messa e un dolore immutato nella giornata di Santa Croce Camerina in memoria del piccolo che per la Procura è stato ucciso dalla madre GUARDA IL VIDEO DEL CORO

Santa Croce, in un canto il ricordo di Loris a un anno dalla morte

SANTA CROCE CAMERINA - «Il vivo ricordo, se non cancella il dolore, ci consente di pensarti né spento né lontano, ma vicino a noi, al sicuro nei nostri cuori dove continui a giocare e a sorridere. Per sempre». Commuovono quelle parole scritte in una targa. È l’indelebile ricordo del piccolo Loris Stival impresso nel plesso scolastico Falcone Borsellino. L’aria taglia l’alito e raffredda le mani. Ma il gelo è nei cuori. Di alunni, docenti, genitori che cantano il “Ricordo” con le parole che la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Psaumide di Camarina”, Giovanna Campo, ha trovato scavando tra mente e cuore.    

 

Un anno fa, stessa ora di un sabato di novembre insolitamente caldo. Loris, 8 anni, doveva essere in classe. Invece è già morto. Il suo corpo senza vita viene trovato alle 16,50 senza vita in contrada Grotte, sul fondo del canale di raccolta delle acque attaccato al Mulino vecchio. È l’inizio di un orrore che ha lasciato il paese senza fiato, papà Davide Stival senza parole e che culminerà, il 9 dicembre, nell’arresto della madre del piccolo, Veronica Panarello. È accusata di avere strangolato suo figlio e di averne occultato il cadavere. In una strana danza di cui lei sola conosce passi e note, Veronica nega, non ricorda e infine ammette: «L’ho buttato nel canalone ma non l’ho ucciso io. È stato un incidente. Loris giocava con le fascette e si è strangolato. Da solo».  

 

 

Parla e piange, Veronica. A pochi giorni dall’udienza preliminare, alla vigilia dall’anniversario della morte di Loris. Che oggi tutta Santa Croce ha voluto ricordare con iniziative concrete. Alla cerimonia nel plesso scolastico frequentato da Loris hanno preso parte il prefetto Annunziato Vardè, il questore Giuseppe Gammino, il comandante provinciale dei carabinieri, tenente colonnello Sigismondo Fragassi, il sindaco di Santa Croce Camerina Franca Iurato e di Vittoria Giuseppe Nicosia. In prima fila il papà di Loris, Davide Stival, insieme ad alcuni familiari e all’avvocato Daniele Scrofani. Un coro della scuola, formato da un gruppo di alunni, docenti e genitori ha eseguito la canzone “Ricordo”. Poi i bambini hanno ricordato Loris con alcune frasi scritte da loro.    

 

«Prima di organizzare questa manifestazione commemorativa - ha spiegato la dirigente scolastica - ho voluto informare il padre di Loris. Senza il suo permesso non mi sarei sentita di portarla avanti. Lui invece ha gradito molto l’idea di ricordare il suo piccolo con un canto. La sua presenza questa mattina mi ha riempito il cuore di gioia perché vuol dire che ha creduto nel nostro voler ricordare, con amore, il suo bambino».    

 

 

 

 

Dopo la cerimonia, i bambini, partendo dalla scuola, con in mano una rosa bianca, si sono diretti in fila verso la Chiesa di San giovanni Battista, accompagnati dai docenti e dai genitori. La messa è stata celebrata dal parroco, don Angelo Strada. E ancora una volta il coro ha intonato il canto “Ricordo” della preside Campo. E il sorriso del piccolo è sembrato emergere da quei visi che seguivano attenti l’omelia del parroco come potesse lenire quella sensazione di sofferenza e trovare risposta a quel «Perché Loris è morto? ». Veronica lo sa. E forse lo dirà. Nel giorno della verità. Oggi è il giorno di lacrime e ricordi. Oggi è il giorno di Loris.

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