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Catania, il porta a porta è già realtàma tra criticità e problemi

Catania, il porta a porta è già realtà ma tra criticità e problemi

Dubbi, domande, problemi logistici da risolvere, e anche la speranza di poter rendere la città più pulita. Dopo la rimozione dei cassonetti, è iniziata lunedì scorso la raccolta porta a porta per 4mila utenti

Catania, il porta a porta è già realtà ma tra criticità e problemi

C’è una piccola città senza cassonetti, dentro la stessa Catania, che deve da ieri cominciare a ragionare diversamente su una questione cruciale per la vivibilità e la pulizia di strade e quartieri, piazze e marciapiedi. Una “piccola Catania” da quattromila abitanti, nell’area tra viale Odorico da Pordenone e viale Raffaello Sanzio, e tra via Caronda e viale Vittorio Veneto, compresa dunque via Vincenzo Giuffrida (per adesso, ma la zona centrale interessata sarà progressivamente ampliata fino a 45mila utenti) che deve da ieri “rinunciare” ai cassonetti - magari più comodi anche perché spesso utilizzati senza troppo badare a regole e orari - e adeguarsi alla raccolta porta a porta. Nella zona coinvolta dal nuovo sistema, ormai senza cassonetti, si respirava ieri il clima della vigilia di ogni grande novità - tanto più palpabile quanto più la questione riguarda tutti - tra i “facilitatori” impegnati a completare le consegne dei kit, e una valanga di dubbi, domande e preoccupazioni da parte dei cittadini, più o meno in ansia per la nuova incombenza serale, tale però da modificare tante abitudini e gesti quotidiani.

 

In via Imperia, nell’area condominiale di due dei grandi palazzi dove con centinaia di utenti si pongono le maggiori difficoltà logistiche, ieri mattina alcuni dei principali problemi erano stati già superati. Si è trovato cioé una spazio interno dove sistemare i bidoni carrellati dei diversi colori (necessari negli immobili con dieci utenti in poi), a cui gli operatori ecologici potranno accedere per lo svuotamento, in quanto autorizzati dal condominio, dopo le 22,30 di ogni sera. E’ vero anche che la stessa intesa - che consente di agevolare il nuovo sistema di raccolta - non è stata ancora trovata in altri grandi condomini della zona, dove si sta ragionando, anche con la collaborazione degli amministratori, su spazi e soluzioni, considerando che gli operatori ecologici devono comunque trovare i bidoni negli orari previsti all’esterno delle aree condominiali, e in mancanza di un’autorizzazione all’accesso deve essere lo stesso condominio a provvedere in qualche modo. Sarà proprio questa, nella prima fase, una delle maggiori difficoltà sulla strada del porta a porta. In un altro grande condominio della vicina piazza Michelangelo, ieri mattina i dubbi erano ancora tanti.  

 

«Qui ci sono quarantasei famiglie - spiega la portiera dell’immobile, Marina Scalia - con molte persone anziane che sono un po’ confuse. Questa sarà la prima serata e abbiamo molti dubbi, anch’io sono ancora un po’ perplessa». In questo grande condominio, fino a ieri mattina, non erano stati ancora consegnati bidoni carrabili, né si era concordato dove poterli tenere. «Stasera metteremo i rifiuti fuori dal portone - dice Alfio Scalia - all’interno non c’è uno spazio, ci hanno consegnato solo i bidoncini più piccoli da tenere in casa». «Trovo che sia giusto provare questo sistema - dice invece la giovanissima Marcella Rapisarda - perché possono esserci tanti vantaggi, però mi chiedo se poi non si andranno a utilizzare i cassonetti delle zone vicine, dove non sono stati ancora rimossi, e questo sarebbe un problema. Io non risiedo in questa zona, sono di Librino, e spero che il porta a porta arrivi comunque anche da noi, così come è avvenuto al Villaggio Goretti».  

 

Le opinioni sono molto diverse, mentre qualcuno ancora si guarda intorno chiedendosi: «Ma i cassonetti unni su? ». «Io vorrei sapere come si fa, vicino casa mia hanno già tolto il cassonetto, stamattina è sparito da via Patanè, vicino al supermercato - si lamenta la signora Graziella Comis - e ancora non mi hanno dato sacchetti e bidoncini, inoltre temo che con questo sistema possano esserci problemi a causa dei cani e gatti che ci sono in questa zona». Preoccupazioni anche normali, alla vigilia di un esame piuttosto severo (cominciato ieri sera con l’indifferenziata, stasera tocca all’organico, da deporre nei bidoni neri, sempre dalle 20 alle 22,30) che ci costringe a diventare al più presto un po’ “meno catanesi”, cosa difficile, nel bene e nel male. Ma che offre anche un’opportunità non da poco, quella di dimostrare che si può provare a cambiare anche restando qui, senza raccontare le solite mirabilie su quanto accade in altre città e paesi, dopo viaggi di migliaia di chilometri, e questa è certo una sfida ancor più difficile della raccolta porta a porta.

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