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Catania, voragine nella darsena:«Non c’è stato alcun cedimento»

Catania, voragine sulla darsena: «Non c’è stato alcun cedimento»

Ieri pomeriggio per fornire un quadro completo delle informazioni il commissario straordinario dell’Autorità portuale, Cosimo Indaco, e l’ammiraglio Nunzio Martello hanno spiegato come sono andate le cose

Catania, voragine sulla darsena: «Non c’è stato alcun cedimento»

CATANIA - Certo non ci voleva, proprio a ridosso della decisione ministeriale per l’accorpamento dei 14 porti «distrettuali» italiani, un caso che riguarda la nuova darsena del porto di Catania, di recente inaugurata dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. C’è una voragine, ed ben visibile e ben transennata. A vederla in foto o in televisione fa anche una certa impressione per la sua ampiezza. Ma ieri pomeriggio, «per evitare fughe di notizie distorte e per fornire un quadro completo delle informazioni», il commissario straordinario dell’Autorità portuale catanese, Cosimo Indaco, e l’ammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo della Sicilia orientale, hanno spiegato in una improvvisata conferenza stampa come sono andate le cose.  

 

«Non c’è stato alcun cedimento nella darsena del porto. Non ha ceduto la banchina, niente di strutturale. C’erano delle piccole vibrazioni che sono state attenzionate dal nostro Ufficio tecnico. Tra l’altro dobbiamo ancora ultimare i collaudi definitivi. La stessa ditta che ha eseguito i lavori nel nostro porto, facendo i carotaggi si è accorta che c’era in qualche punto un vuoto e allora ha scavato per controllare tutto a fondo. Quello che viene spacciato come cedimento, è solo un accertamento per constatare l’esistenza di questi vuoti e stabilire come procedere per colmarli. Dopodiché sarà tutto coperto e ripristinato al più presto nel migliore dei modi e in tutta sicurezza».  

 

Quindi inutile allarmismo, anche se i guai per la Tecnis sembrano essere all’ordine del giorno. Prima le tre bitte da sostituire (su circa cinquanta), ora il vuoto da colmare. E ovviamente gli altri porti in concorrenza con quello di Catania per assumere la leadership nella Sicilia orientale, e cioè Augusta e Messina, possono sfruttare questo inconveniente a loro favore presso il ministero delle Infrastrutture. Ciascuno tira l’acqua al suo mulino per come può.

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