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Catania, la Polizia ha confiscato 12 milioni

Catania, la Polizia ha confiscato 12 milioni a presunto affiliato al clan dei “Carateddi”

Sigilli al patrimonio di Massimo Leonardi e della moglie

Sigilli al patrimonio di Massimo Leonardi e della moglie / VIDEO

Catania, la Polizia ha confiscato 12 milioni a presunto affiliato al clan dei “Carateddi”

La Divisione Anticrimine della polizia di Catania ha eseguito il decreto di confisca, disposta dal Tribunale di Catania di beni appartenenti o riconducibili a Massimo Leonardi, di 43 anni e alla moglie Daniela Strano di 41 anni. La confisca è arrivata su proposta del questore di Catania e trae origine da un’indagine coordinata dalla Dda etnea che nel 2009 portò anche ad una ordinanza cautelare emessa dal Tribunale di Catania, nei confronti di n. 20 persone, (operazione eseguita dalla Squadra Mobile fu denominata Revenge IV. Tra gli arrestati ci furono anche Leonardi e Strano perché accusati di aver fatto parte del clan mafioso Cappello- Bonaccorsi, i cosiddetti Carateddi finalizzata al traffico di marijuana e cocaina.

Massimo Leonardi risulta secondo gli investigatori aver avuto nell’ambito del clan diverse  mansioni organizzative, dal procacciamento di clienti al controllo dei sodalifino alla cessione a terzi della piazza di spaccio dietro compenso da corrispondere settimanalmente. La moglie avrebbe invece svolto la funzione di contabile e di custode del denaro, ricevendo una retribuzione fissa. Leonardi era già stato denunciato poiché trovato in possesso di 400 mila euro, quale somma ritenuta riconducibile al cognato Alessandro Bonaccorsi, ritenuto un elemento di spicco dei Carateddi. Nella stessa circostanza la moglie Bonaccorsi, Bruna Strano era stata trovata in possesso della somma di 393 mila euro e  numerosissimi oggetti preziosi.

 

Le indagini hanno consentito di accertare che Massimo Leonardi, pur non ricoprendo cariche all’interno della società  Metal Ferrosi srl con sede a in c.da Torre Allegra (i titolari sono il padre e lo zio) immetteva liquidità con lo scopo di riciclare il denaro di provenienza illecita, consentendo pertanto una rilevante crescita aziendale a partire dalla fine degli anni 90 e successivi. Oltre alla Metal Ferrosi è stata confiscata la società  Giada Immobiliare srl , costituita il giorno dopo il blitz Revenge IV di cui la totalità delle quote sono possedute dalla società Metal Ferrosi e dalla madre e dalla zia di Massimo Leonardi ( Rosa Maria Scursuni Cantarella e Delia Stella) ma i capitali per la costituzione di detta società erano riconducibili, direttamente o indirettamente sempre a Massimo Leonardi e alla moglie Daniela Strano.

I beni confiscati hanno un valore di 12 milioni e oltre alle due società vi sono anche 4 vaste aree di terreni e 7 fabbricati, tutti a Catania nonché 15 tra autovetture ed autocarri. Per ultimo, è stata disposta la confisca dei conti correnti dei due coniugi.

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