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Monta anche a Catania la protesta dei docenti universitari contro blocco scatti stipendio

Monta anche a Catania la protesta dei docenti universitari contro blocco scatti stipendio

I prof hanno già scritto a settembre una lettera al Presidente della Repubblica
Monta anche a Catania la protesta dei docenti universitari contro blocco scatti stipendio
CATANIA - Monta anche a Catania la protesta dei docenti universitari per il blocco delle classi e degli scatti aziendali. Sono oltre 20.000 docenti universitari di 82 atenei “in rivolta” contro il blocco degli scatti stipendiali. I professori di tutte le Università italiane hanno già scritto una lettera al presidente della Repubblica, firmata da oltre 14 mila professori e consultabile sul sito web https: //sites. google. com/site/controblocco/home e stanno allo stesso tempo premendo sul ministro dell’Università. La protesta ha già causato lo slittamento temporaneo dell’esercizio di valutazione della Qualità di ricerca e continuerà fino a quando non saranno valutati ai fini dell’ottenimento dell’avanzamento di classe o scatto. La vicenda riguarda la legge di Stabilità in discussione alla Camera che non comprenderebbe per il 2016 il blocco delle classi e degli scatti stipendiali della docenza universitaria, rimasto in vigore per cinque anni dal 2011 al 2015. Ma la nuova legge non comprenderebbe anche il riconoscimento degli effetti giudirici del quinquennio 2011-2015. Invece - si legge in una nota interna che sta circolando tra i docenti anche a Catania - per tutti gli altri dipendenti pubblici il blocco è cessato fin dal primo gennaio 2015 e sono stati riconosciuti gli effetti giudici del periodo 2011-2014.   «La discriminazione è lampante e lesiva anche della dignità. La docenza non è spesa improduttiva da tagliare. E ciò a prescindere dal danno economico, notevole soprattutto per i più giovani». Per evitare equivoci e strumentalizzazioni i docenti precisano che non chiedono nessuna retribuzione né arretrati per il quadriennio 2011-2014 e non chiedono neanche aumenti di stipendio, ma chiedono solo di poter percepire dall’1 gennaio 2015, così come tutte le altre categorie del pubblico impiego, le retribuzioni che sarebbero spettate loro in assenza del blocco del quadriennio.

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