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Asp contro medico: No a troppioppiacei per malato terminale

Asp contro medico: No a troppi oppiacei per malato terminale

Gli ambienti medici catanesi in subbuglio per un provvedimento di iperprescrizione adottato dall’Asp nei confronti di un medico di famiglia di Vizzini

Asp contro medico: No a troppi oppiacei per malato terminale

Non è un altro caso osteoporosi, perché se i fatti verranno confermati nella loro interezza, allora è molto, molto peggio. Mentre si è in attesa di capire come evolverà la vicenda dell’iperprescrizione di farmaci per l’osteoporosi, sulla quale la Procura di Catania ha aperto un fascicolo per il reato di abuso d’ufficio, gli ambienti medici catanesi sono nuovamente in grande subbuglio per un altro provvedimento di iperprescrizione adottato dall’Asp nei confronti di un medico di famiglia di Vizzini che il 2 luglio scorso è stato raggiunto da un nota del distretto sanitario di Caltagirone per inapproprietezza prescrittiva di un farmaco oppiaceo.  

 

Nel documento l’Azienda sanitaria dispone, dietro richiesta dell’allora direttore generale in carica (si tratta del precedente responsabile prima dell’insediamento del direttore Giammanco) il recupero di oltre 14 mila euro «per iperprescrizione delle compresse Effentora 600» per un assistito malato di tumore. «Pertanto - si legge nella lettera dell’Asp - al fine di dare esecuzione alla disposizione si invia la signoria vostra a voler corrispondere la somma sopra citata entro il termine di 15 giorni dalla presente. Decorso infruttuosamente il termine indicato questo distretto provvederà a trattenere mensilmente la somma dai suoi emolumenti nei limiti del quinto dello stipendio».  

 

Fin qui la nota dell’Asp alla quale il medico ha risposto il 30 luglio tramite il proprio legale che ha scritto oltre all’Asp anche all’assessore regionale alla Salute, Gucciardi e al ministero della Salute. Nella lettera il legale contesta all’Asp la richiesta ed elenca una serie di motivazioni alle quali il 17 novembre replica l’Asp che con nuova missiva, ai sensi della legge n. 241/90 e della l. r. n. 10/91 reitera la richiesta al medico e lo invita nuovamente «a pagare la somma richiesta entro 8 giorni dalla presente». Insomma un «ping pong» tra il medico, il suo legale e e l’Asp che sembra non arrivare a nessun risultato.  

 

Al di là delle norme e leggi da rispettare, c’è in questo caso da considerare fin dove arriva il limite del nostro ordinamento per garantire a una persona malata di trascorrere i suoi ultimi giorni con dignità, quindi anche attraverso un forte dosaggio di farmaci oppiacei che contribuiscono ad alleviare i dolori lancinanti. Secondo alcuni medici di famiglia, interpellati, il farmaco sotto osservazione per inapproprietezza, l’«Effentora 600» viene somministrato al paziente terminale, che è già sottoposto a terapia del dolore, nei fenomeni di dolore episodico violento. A seconda la tipologia di dolore possono essere somministrate, come dosaggio massimo, due compresse ogni 4 ore che in una giornata equivalgono a 12 compresse. Ogni scatola del farmaco ha 4 compresse e costa 36-37 euro.  

 

Quello che le norme dovrebbero chiarire in questi frangenti è quante scatole è possibile prescrivere a un malato terminale e che limiti ci sono per garantire la dignità della sua persona: 4, 8, 10 scatole... a settimana? In questo caso però pensiamo che uno Stato di diritto dovrebbe corrispondere tutto quello se serve per garantire una vita dignitosa a un malato grave... anche 4 scatole al giorno, che in una settimana fanno 24 scatole... Comunque il nuovo caso è destinato a scoppiare in tutta la sua drammaticità e riportare alla ribalta il tema iperprescrizioni a Catania.  

 

Sembra che della vicenda sia stato già interpellato anche il sen. Giudo Fanelli, presidente coordinatore della commissione ministeriale per le terapie del dolore acuto e cronico e cure palliative, ormai legge per le aziende sanitarie, che appresa la notizia si sarebbe detto allibito. Fanelli avrebbe anche annunciato un suo intervento. In campo locale invece sembra, ma non ci sono conferme, che anche l’Ordine dei medici di Catania con i suoi uffici si stia muovendo per convocare medici e dirigenti e chiarire in tutti i suoi punti, legali, normativi e deontologici, questa triste vicenda che rischia di offendere la dignità di ogni persona malata e il suo diritto ad avere cure adeguate per alleviare le sue sofferenze. Al contempo la nota dell’Asp rischia di creare nuove incertezze nei medici che devono prescrivere. L’Ordine però, sarebbe intenzionato a contestare all’Asp un difetto di procedura, visto e considerato che le contestazioni per inapproprietezza prescrittiva di un iscritto dovrebbero passare anche attraverso comunicazione proprio agli uffici dell’Ordine.

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