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Agrigento, bufera sull'Agenzia delle Entrate

Agrigento, bufera sull'Agenzia delle Entrate Falso e corruzione: funzionari in manette

In manette anche imprenditore Marco Campione / VIDEO

Agrigento, bufera sull'Agenzia delle Entrate Falso e corruzione: funzionari in manette

C'è chi aveva ottenuto l'assunzione della figlia e chi aveva ottenuto l'attestazione falsa per la moglie di avere sostenuto degli esamiin una università privata o, più semplicemente del denaro. Il tutto per vedersi cancellare avvisi ed accertamenti di pagamento per delle tasse evase o non versate.

 

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento, ha eseguito un’ordinanza con quindici misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento Francesco Provenzano su richiesta del procuratore della Repubblica Renato Di Natale, del procuratore della Repubblica aggiunto Ignazio Fonzo e del Sostituto Procuratore Andrea Maggioni. In carcere sono finiti Antonio Vetro, consulente fiscale, Vincenzo Tascarella, funzionario dell’agenzia delle entrate, Giuseppe Cumbo, dipendente dell’Agenzia delle Entrate, Giuseppe Castronovo, dipendente dell’Agenzia delle Entrate; ai domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico sono finiti Pasquale Pietro Leto, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico, Filippo Ciaravella, funzionario dell’Agenzia delle Entrate, Salvatore La Porta, imprenditore, Marco Campione, l’imprenditore che controlla Girgenti Acque, la società che gestisce il servizio idrico in provincia eid Agrigento, Michele Daina, Antonino Migliaccio e Dario Peretti; obbligo di presentazione ai carabinieri per Francesca Leto e Pietra Callea; divieto temporaneo per otto mesi dell’esercizio delle professione medica per Giovanni Crapanzano e per sei mesi a Santo Pitruzzella.

 

 

Si tratta di dipendenti e funzionari dell’Agenzia delle Entrate e di imprenditori tutti accusati a vario titolo di falso e corruzione. Secondo l’accusa bastava infatti versare delle somme di denaro, assumere dei congiunti o in un caso anche attestare falsamente di avere sostenuto esami universitari per ottenere la cancellazione di avvisi di pagamento per le imposte.

 

Gli episodi di presunta corruttela sono diversi. Pietro Pasquale Leto, ex dirigente dell’Agenzia regionale delle Entrate a Palermo e dal gennaio del 2014 direttore della sede di Agrigento è finito nei guai per corruzione insieme a Marco Campione, l’imprenditore rappresentante legale di Girgenti Acque, la società che gestisce il servizio idrico ad Agrigento. Leto infatti avrebbe accettato da Campione, che è fratello di Massimo, l’imprenditore dell’inchiesta Black List che ha portato all’arresto nelle scorse settimane di Dario Lo Bosco, la promessa dell’assunzione della figlia Francesca Leto a tempo indeterminato nell’ufficio legale di Girgenti Acque in cambio di informazioni riservate su eventuali verifiche fiscali e di effettuare un provvedimento di autotutela non dovuto su un atto di irrogazione di sanzioni per poco meno di 45 mila euro scaturito da una verifica fiscale della Finanza effettuata nel 2009. Francesca Leto inizialmente ha effettuato uno stage a Girgenti Acque e ha poi ottenuto contratti a tempo determinato nell’ufficio legale della società. Nell’episodio sono indagati Michele Daina, dipendente della società, Maria Cuschera, funzionario dell’Ufficio Legale dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento; Leandra Spataro, Capo Team dell’Agenzia delle Entrate, Aurelio Bruno funzionario dell’Area Accertamento e Controllo dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento; Francesco Caci, Capo Team dell’Agenzia delle Entrate.
 
Un altro episodio è quello che vede indagato Vincenzo Tascarella, funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, che ha accettato da Salvatore La Porta, socio e procuratore speciale della società Metalmeccanica Agrigentina una sponsorizzazione da poco più di 6 mila euro per la sua polisportiva dilettantistica in cambio della promessa di favorire l’annullamento di un avviso di accertamento facendo “sparire” l’originario e reale verbale e falsificando il secondo. Alla società Metalmeccanica Agrigentina  secondo la Procura è stato procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale di poco più di un milione tra maggiore imposta Ires annullata e la maggiore imposta Irap annullata.
Leto, Tascarella, Filippo Ciaravella, Antonino Migliaccio, Maria Rosalba D’Amore e Vincenza Maria Lombardo sono accusati di abuso d’ufficio nell’ambito di un accertamento fiscale ad una ditta di d Autonoleggio di Lampedusa, L’Autonoleggio Lombardo Vincenza Maria al fine di favorire indebitamente il contribuente, solo perché amico o conoscente di Migliaccio, procurando al contribuente un ingiusto vantaggio patrimoniale consistente nell’indebito risparmio di imposta e sanzioni pari a oltre 200 mila euro.
 
E infine c’è anche il funzionario dell’Ufficio legale dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, Giuseppe Castronovo che ha ricevuto da Dario Peretti, responsabile della Unipegaso - Associazione Iuseg – Istituto Universitario delle Scienze Economico – Giuridiche e della Mediazione, la possibilità di superare, senza sostenerli, gli esami universitari di lingua inglese ed informatica insieme alla miglie Piera Callea, anch’essa funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento ion cambio di informazioni riservate sulle vertenze tributarie della società, di indebite interrogazioni presso le banche dati dell’Agenzia delle Entrate  di Agrigento e anche per “insabbiare” sine die un fascicolo a carico di Dario Peretti.

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