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Oasi del Simeto, demolita un’altra villetta abusiva

Oasi del Simeto, demolita un’altra villetta abusiva

Il procuratore Toscano: «La gente ha capito che bisogna demolire le strutture per le quali c’è una sentenza definitiva. Se non lo fanno loro, allora lo facciamo noi»
Oasi del Simeto, demolita un’altra villetta abusiva
Piange il signor Antonio, 77 anni. Si dispera, poco distante dalla sua abitazione, un villino al villaggio Rainbow, a San Francesco La Rena, in quella zona protetta dell’Oasi del Simeto dove l’abusivismo edilizio domina ormai da anni. Il villino del signor Antonio è stato demolito ieri e nei prossimi giorni altre due case subiranno la stessa sorte. Accanto a lui altri proprietari di immobili abusivi contestano l’operazione della Procura, sapendo bene di non essere nella legalità, ma cercando soluzioni alternative.   «Le persone sono consapevoli che bisogna demolire gli immobili dichiarati abusivi, con sentenza passata in giudicato e che se non lo faranno loro agirà la Procura con il sistema del sequestro conservativo, dividendo gli oneri con i comuni in base ai progetti stipulati» commenta il procuratore aggiunto Giuseppe Toscano coordinatore del settore urbanistico. Il piano avviato dalla Procura distrettuale di Catania nell’attuazione di quello che è il “Progetto di legalità per l’acquisizione e la demolizione di immobili abusivi”, ha l’obiettivo di contrastare l’abusivismo edilizio nelle zone a vincolo ambientale, con particolare attenzione all’Oasi del Simeto e al Parco dell’Etna. «Lo scorso novembre sono state calendarizzate quattro demolizioni all’Oasi del Simeto e al momento della notifica dell’ordine di sgombero i proprietari hanno fatto richiesta di autodemolizione, venendo successivamente autorizzati». E’ quanto specifica il dottor Toscano, coadiuvato dai sostituti procuratori Monia Di Marco e Angelo Brugaletta. «Su quattro richieste è stata realizzata solo una autodemolizione, oggi quindi si è reso necessario intervenire sul primo dei tre immobili di questa zona, perché è stato superato il tempo di trenta giorni dalla notifica del nulla osta della Procura».   Sul luogo della demolizione gli uomini del Corpo Forestale dello Stato e Regionale della sezione della Procura, diretti rispettivamente dai commissari Ugo Giunta e Maurizio Mazzocca e dall’ispettore del corpo forestale presso la sezione di Pg, Salvatore Consoli. Presente anche la polizia di Stato, la polizia municipale diretta dal comandante Pietro Belfiore e quella provinciale.   Alcuni dipendenti del Comune hanno provveduto allo sgombero e un paio di squadre dell’Enel, che hanno rinvenuto diversi allacci abusivi, hanno effettuato il distacco dell’energia elettrica nell’immobile. «Siamo sul suolo che formalmente appartiene al comune di Catania, e su questo suolo la gente continua a edificare» sottolinea il commissario Maurizio Mazzocca.   «Il controllo e l’attenzione viene tenuta alta dalla polizia municipale - prosegue - ma è necessario che venga intrapresa un’azione decisa dal Comune per acquisire materialmente al proprio patrimonio queste aree». «L’azione di legalità sul territorio continua anche attraverso queste operazioni» afferma l’assessore all’Urbanistica, Salvo Di Salvo. «A Catania in ventisei mesi sono stati demoliti una settantina di immobili segno di un progetto serio concordato con la Procura».

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