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Asp Catania: no all’esenzione ticket per 18.000 cittadini etnei

Asp Catania: no all’esenzione ticket per 18.000 cittadini etnei

In arrivo in questi giorni la richiesta di restituzione

Dai controlli effettuati incrociando i dati dell’Agenzia delle Entrate, del Ministero del Lavoro e dell’Inps è emerso che soggetti non avevano i requisiti per usufruire dell’esenzione
Asp Catania: no all’esenzione ticket per 18.000 cittadini etnei
Sono quasi diciottomila i cittadini ai quali l’Asp di Catania sta notificando una lettera con la quale si chiede la restituzione delle somme riguardanti l’esenzione del ticket sanitario per le prestazioni mediche relative al 2012. Il sistema tessera sanitaria, infatti, a seguito dei controlli effettuati sulla base delle informazioni rese disponibili dai controlli incrociati dall’Agenzia delle Entrate, dal Ministero del Lavoro e dell’Inps; ha evidenziato in molti soggetti l’insussistenza dei requisiti necessari per usufruire dell’esenzione ticket, perché il titolare dell’autocertificazione presentata risulta occupato nel periodo dell’archivio, e quindi, in realtà, non ne avrebbe avuto alcun diritto.   Le cifre di restituzione corrisponderebbero alla somma che questi avrebbero risparmiato non pagando il ticket e vanno da poche decine di euro fino a oltre cinquecento euro. Una vicenda - già sollevata nei mesi scorsi da “La Sicilia” - che ha gettato nel panico milioni di utenti, ciascuno con le proprie problematiche.   «A decorrere da gennaio 2012 – dice Francesco Luca, direttore sanitario aziendale Asp - è stata resa operativa nella Regione Sicilia la procedura per la verifica delle esenzioni ticket per reddito, secondo le modalità previste dal decreto ministeriale dell’11 dicembre del 2009. Per cui, l’autocertificazione di ogni singolo individuo, e quindi la sua possibilità di esenzione, è soggetta a modificarsi al variare della sua condizione lavorativa durante tutto l’anno solare. La Sogei, società di informatica e comunicazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha mandato alla Regione dati di verifica sulla condizione di parecchi soggetti e, pertanto, ha invitato la Asp a recuperare le somme parzialmente evase». «Il cittadino – prosegue – vedendosi recapitare a casa la lettera, ha come unico punto di riferimento per una eventuale contestazione l’Asp che, suo malgrado, si trova a sostituire la burocrazia. Il problema di fondo è che un’azienda sanitaria che dovrebbe occuparsi solo di questioni mediche, diventa soggetto attivo di una vicenda in cui non è protagonista. Il dramma peggiore, pertanto, si consuma quando l’utenza viene in azienda a replicare perché non sa a chi inviare il ricorso. La legge prevedeva decreti attuativi che, evidentemente, ancora non sussistono. Quindi, si naviga a vista. La nostra rabbia è indirizzata all’assenteismo di un Legislatore che non approfondisce la tematica perché, se da una parte il decreto del 2009 ha come finalità la caccia ai “furbetti” dell’esenzione, di contro ha coinvolto anche gli utenti onesti e ha tacciato di danno erariale i colleghi di distretto».   Alla luce di questi antefatti, la Regione sta mettendo in discussione anche la validità delle raccolte dati del 2013, a causa di un sistema informatico poco attendibile. Mentre Palermo ha deciso di sospendere in via generale tutte le pratiche di rimborso relative al 2012; la Asp di Catania, in assenza di normativa, sta sospendendo la richiesta di rimborso esenzione ticket in funzione di un ricorso pendente del soggetto denunciante, invitando Sogei all’approfondimento della pratica. Il cittadino deve comunque considerare l’ipotesi che se Sogei dovesse ritenere ancora illegittimo il ricorso dell’utente, questo dovrà rimborsare tutte le prestazioni di cui ha usufruito illegittimamente.   «Il prezzo più alto – conclude il direttore Luca – lo paga il personale dell’Asp che viene distratto dalle proprie pratiche sanitarie perché costretto a occuparsi di problematiche non pertinenti, addossandosi quindi responsabilità che non appartengono all’esercizio delle proprie funzioni. Il Legislatore dovrebbe avvicinarsi ai cittadini tramite meccanismi di sburocratizzazione, di controllo effettivo e veritiero che permettano, quindi, di combattere gli evasori nel modo giusto, così da evitareil coinvolgimento di cittadini onesti e in stato di reale difficoltà».

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