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Le minacce al sindaco di Comiso"Se monti il palco ti scanno"

Le minacce al sindaco di Comiso "Se monti il palco ti scanno"

La Polizia ha arrestato un sorvegliato speciale, Mario Campailla, che non voleva che si montasse il palco in piazza perché dal bar della sua compagna gli spettacoli non erano visibili / VIDEO

 

“Questo palco non deve essere montato, se lo montigli do fuoco perché non ho paura di andare in carcere. Se montato questo palco vi scanno tutti e tanto prima che arriva la polizia posso scannarvi tutti”. Sono queste le parole pronunciate Mario Campialla, 53 anni di Vittoria e dirette al sindacodi Comiso, al suo vice  ed ad alcuni suoi collaboratori. E ora dopo il ricorso della Procura che aveva impugnato l’ordinanza del gip che aveva disposto il solo obbligo di firma è arrivata la Cassazione che ha aggravato il provvedimento cautelare.

La Squadra Mobile di Ragusa e i poliziotti della Digos e del Commissariato di Comiso ora hanno portato l’uomo in carcere. Mario Campailla, detto “Mariu u checcu”, è infatti un soggetto pluripregiudicato anche per aver fatto parte di un’associazione a delinquere di stampo mafioso e per questo e tutti gli altri reati commessi (rapine, estorsioni, porto d’armi, traffico di stupefacenti), data la sua pericolosità sociale, era destinatario della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza e non era possibile applicare una diversa misura se non quella del carcere. Il Tribunale del Riesame di Catania accoglieva il ricorso della Procura della Repubblica, evidenziando che effettivamente il soggetto in questione era particolarmente pericoloso e che doveva essere applicata una misura cautelare ben più grave, sposando così le motivazioni addotte dalla Procura di Ragusa.

Il provvedimento gli è comunque stato notificato in carcere perché nel frattempo Campilla è stato arrestato per estorsione. Nel luglio scorso Campailla non curante delle prescrizioni a lui imposte aveva più volte minacciato gli operai prima ed il sindaco di Comiso Spataro dopo, per aver montato un palco in Piazza Fonte Diana a pochi passi dal bar della sua compagna ma di fatto gestito da lui. A suo dire il palco doveva essere montato in un’altra posizione perché i suoi clienti dovevano beneficiare degli spettacoli e che diversamente lui non avrebbe ricevuto il profitto sperato. Il palco per gli spettacoli patrocinati dal Comune di Comiso era stato montato per diverse attività di intrattenimento, a spese dei commercianti della Piazza.Campailla aveva più volte minacciato gli operai che addirittura avevano sospeso i lavori di installazione del palco perché intimoriti e si erano rivolti anche all’organizzatore.

Nonostante i tentativi di far capire che non potevano montare il palco in modo diverso, Campailla non desisteva e continuava con il suo comportamento. Non pago di aver già minacciato gli operai Campailla si era recato presso l’ufficio del Sindaco Spataro chiedendo conto e ragione del perché stava facendo montare il palco in quella posizione.

Il sindaco più volte tentava di farlo calmare illustrando quali fossero i motivi di interesse pubblico che lo avevano portato a concedere l’uso del suolo pubblico e che gli altri commercianti stavano contribuendo ad offrire un servizio per i loro concittadini. Campailla avendo ricevuto più volte risposte negative rispetto alle richieste da lui fatte, iniziava a minacciare il sindaco asserendo che se avesse fatto montare il palco, lui “avrebbe appiccato il fuoco e che non aveva paura di tornare in galera”.Nonostante le minacce, il sindaco ha mantenuto la sua posizione rispondendo fermamente che non accettava un comportamento simile.

Per tutta risposta Campailla riferiva che a quel punto “avrebbe dovuto avere paura di uscire da casa”. Campailla non pago di tutto ciò, tornava alla carica contattando anche telefonicamente il sindaco ed il vice sindaco rappresentando loro che se avessero fatto montare il palco “avrebbe scannato tutti e che non aveva pura della Polizia”. Ricevute le minacce, dopo i vari tentativi di riportare alla calma il Campailla, il sindaco Spataro ha avvertito la Polizia.

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