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Mascalucia, ruspe e legalità Abbattute due villette abusive

Mascalucia, ruspe e legalità: abbattute due villette abusive

E’ stato eseguita la demolizione di due abitazioni costruite senza autorizzazioni, all’interno dell’area di rispetto del cimitero di Massannunziata

Mascalucia, ruspe e legalità: abbattute due villette abusive

MASCALUCIA - La Procura invia le ruspe a Mascalucia: buttate giù due villette abusive. Prosegue dunque la lenta, ma nello stesso tempo inesorabile, offensiva della Procura di Catania contro l’abusivismo edilizio. Ieri mattina è stato eseguito l’abbattimento di due abitazioni costruite senza autorizzazioni e per le quali pendeva un’ordinanza ormai divenuta definitiva. Sul luogo della demolizione, in via Mandrà 15, nel popoloso quartiere di Massannunziata, si sono recati il sindaco Giovanni Leonardi, gli assessori Fabio Cantarella e Michelangelo Sangiorgio e il procuratore aggiunto della Procura distrettuale di Catania, Giuseppe Toscano. Presenti anche gli uomini del Corpo Forestale diretti dal commissario Maurizio Mazzocca, oltre all’ispettore del corpo forestale presso la sezione di Pg, Salvatore Consoli; la polizia municipale con il comandante Carmelo Zuccarello, i carabinieri della Tenenza di Mascalucia, con il comandante Angelo Narciso e la polizia provinciale con il comandante Piero Viola.  

 

Basteranno cinque giornate di lavoro - così come stabilito dagli uffici della Procura - per recuperare l’aria che sarà rimessa nella disponibilità dell’Ente. Le due villette, infatti, erano state costruite all’interno dell’area di rispetto del cimitero di Massannunziata. Villette che l’anno scorso furono oggetto di un servizio della nota trasmissione televisiva de “Le Iene” su Italia Uno, perché all’interno si vedevano persone che – nonostante i sigilli - ancora vi abitavano e addirittura c’erano dei lavori in corso. Un servizio tv che vide anche coinvolto il comandante dei vigili urbani di Gravina. La proprietaria che qualche anno fa ha acquistato il terreno per realizzarvi le due villette, più volte si è recata al Comune nelle scorse settimane per ribadire la propria posizione. «Sono vittima anch’io - avrebbe detto - ho acquistato incautamente e ho speso tutti i risparmi di una vita: pago un prezzo enorme. L’intermeditario che mi ha fatto acquistare il terreno, per il ruolo che ricopre in paese, sembrava una persona molto affidabile e invece guardate che fino ho fatto». Adesso la Procura potrà rivalersi su di lei per recuperare le somme anticipate per la demolizione.  

 

«Bisogna dare un segnale, non è più possibile utilizzare il territorio in maniera abusiva e questo segnale deve essere forte e inequivocabile”, ha commentato il sindaco Giovanni Leonardi. Per il procuratore aggiunto Toscano «Il consuntivo dell’attività è positivo: nel senso che si è realizzato tutto quello che era stato progettato nell’accordo con i Comuni e questo rientra nel contesto del progetto portato avanti e che dà, tra i risultati sperati, anche un sensibile aumento delle autodemolizioni».

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